L’ecosistema dell’intelligenza artificiale continua a espandersi, delineando nuovi assetti tecnologici e aziendali. Durante l’ultima conferenza Google I/O a Mountain View, Alphabet ha annunciato una capillare integrazione dei suoi modelli generativi Gemini all’interno delle applicazioni di uso quotidiano, presentando varianti più economiche e veloci, nuovi agenti autonomi e un aggiornamento complessivo del motore di ricerca. L’azienda ha inoltre svelato il progetto “Intelligent Eyewear”, una linea di occhiali connessi sviluppata insieme a Samsung, che segna il ritorno del colosso informatico nel settore dei dispositivi indossabili per la realtà assistita. A margine delle innovazioni hardware e software, il comparto registra anche significativi spostamenti di personale e dinamiche finanziarie trasversali: il ricercatore Andrej Karpathy ha lasciato il suo precedente incarico per unirsi ad Anthropic, società che, secondo recenti inchieste giornalistiche, ha ricevuto finanziamenti iniziali anche da Demis Hassabis, attuale vertice di Google DeepMind.
L’integrazione di Gemini e la riprogettazione della ricerca
Una volta bastava digitare una parola nella barra di ricerca di Google per sentirsi al passo con la tecnologia, adesso, però, è cambiato tutto. Durante la conferenza annuale Google I/O, che si è tenuta avant’ieri a Mountain View, l’azienda di Sundar Pichai ha presentato una raffica di novità legate a Gemini, il modello proprietario di intelligenza artificiale…la direzione intrapresa dall’azienda è abbastanza chiara: l’IA generativa deve entrare in ogni prodotto che le persone usano ogni giorno. Le novità più rilevanti riguardano quattro fronti: il primo è Gemini 3.5 Flash, un nuovo modello che, secondo i dati forniti dall’azienda, raggiunge prestazioni vicine a quelle dei migliori sistemi concorrenti, ma a una velocità quattro volte superiore e a un costo dimezzato; il secondo è Gemini Omni, capace di ricevere in input testo, immagini, audio o video e restituire un contenuto video in uscita; il terzo è Gemini Spark, un agente personale attivo ventiquattr’ore su ventiquattro che opera su macchine virtuali di Google Cloud per compiere azioni autonome su posta elettronica, gmail, browser, app e strumenti di lavoro; il quarto è una riprogettazione della Ricerca Google, che il gruppo ha definito «la più significativa da una generazione»: include agenti sempre attivi e interfacce generate dall’IA su misura per ciascun utente.
I nuovi occhiali intelligenti sviluppati con Samsung
Google ha poi mostrato in anteprima i suoi occhiali intelligenti, battezzati «Intelligent Eyewear», realizzati insieme a Samsung e a due marchi di montature, l’americano Warby Parker e il sudcoreano Gentle Monster…sono occhiali con microfoni, fotocamere e altoparlanti integrati, utilizzano Gemini per offrire navigazione vocale, assistenza, traduzione in tempo reale e gestione dei messaggi…senza alcun bisogno di toccare lo smartphone. Saranno compatibili con Android e con iPhone e arriveranno in commercio il prossimo autunno, certamente siamo davanti al primo tentativo serio di Google di entrare nel settore degli occhiali dopo il fallimento dei Google Glass, ritirati dal mercato consumer nel 2015. Senza alcun dubbio l’obiettivo dichiarato è competere con i Ray-Ban Meta di Mark Zuckerberg, che oggi dominano questo settore.
Gli spostamenti strategici: Karpathy entra in Anthropic
Un’altra notizia ha movimentato il settore Ai: Andrej Karpathy, cofondatore di OpenAI e già responsabile dell’intelligenza artificiale di Tesla per il programma Autopilot, ha annunciato su X di essere entrato in Anthropic, l’azienda che sviluppa il modello Claude. Karpathy, 39 anni, dottorato a Stanford, è considerato uno dei ricercatori più influenti al mondo nel campo delle reti neurali, lavorerà nel gruppo dedicato al pre-training (l’addestramento di base dei modelli) guidato da Nick Joseph e avrà il compito di creare un team interno che utilizzi Claude per accelerare la ricerca dell’addestramento stesso: «I prossimi i modelli linguistici di grandi dimensioni saranno particolarmente formativi», ha scritto nel suo post. Secondo quanto riportato da TechCrunch, la scelta di affidare a Karpathy questo obiettivo è un chiaro segnale che Anthropic, per restare competitiva con OpenAI e Google, punta sulla ricerca assistita dall’IA, più che sulla sola potenza di calcolo.
L’intreccio dei finanziamenti tra aziende concorrenti
A rendere lo scenario ancora più interessante un retroscena pubblicato dal Financial Times: si è scoperto che Demis Hassabis, cofondatore e amministratore delegato di Google DeepMind nonché premio Nobel per la chimica 2024, è stato tra i primi investitori privati di Anthropic, quando la startup era ancora a livello embrionale: un dettaglio che svela quanto il mondo dell’intelligenza artificiale sia in realtà costituito da una rete fittissima di legami personali, professionali e finanziari, dove chi compete su un fronte collabora sull’altro…in questo scenario, le alleanze contano quanto le scoperte di nuove tecniche e di nuovi prodotti.













