Giornata della Memoria, per non dimenticare la Shoah

Francesco: «È necessario ricordare la Shoah, non deve più ripetersi tale crudeltà»
shoah

Si celebra oggi – 27 gennaio – la Giornata della Memoria. Giorno in cui in tutto il mondo si commemora la Shoah, il genocidio degli ebrei ad opera dei nazisti. La Giornata della Memoria è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni unite il primo novembre del 2005, proprio per ricordare per sempre il genocidio degli ebrei nei campi di concentramento naziosti durante la Seconda guerra mondiale. La data del 27 gennaio, scelta per la celebrazione, non è casuale


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La Giornata della Memoria si celebra il 27 gennaio perché è questo il giorno in cui, nel 1945, le truppe dell’Armata rossa entrarono per la prima volta ad Auschwitz. Per la prima volta il mondo si rese conte davvero dell’immane tragedia consumatasi all’interno delle mura dei campi di sterminio nazisti.

Il termine Shoah che indica la sterminio degli ebrei significa, in lingua ebraica, «tempesta devastante». Viene usata per la prima volta nella Bibbia, nel libro di Isaia (47,11). Indica un sacrificio che poteva e doveva essere evitato. Furono circa 6 milioni gli ebrei che persero la vita nei campi di concentramento nazisti e durante le persecuzioni di cui furono vittime in tutti i paesi europei controllati dalla Germania nazista italia compresa.

Il Papa: necessario ricordare la Shoah

«È necessario ricordare lo sterminio di milioni di ebrei, di persone di diverse nazionalità e fedi religiose», ci dice oggi papa Francesco. In occasione dell’udienza del mercoledì di ieri, ha ribadito un concetto ripetuto a più riprese durante il suo pontificato: «Non deve più ripetersi questa indicibile crudeltà. Faccio appello a tutti, specialmente agli educatori e alle famiglie – ha proseguito il Papa – perché favoriscano nelle nuove generazioni la consapevolezza dell’orrore di questa pagina nera della storia. Essa non va dimenticata, affinché si possa costruire un futuro dove la dignità umana non sia mai calpestata».

«Abbiamo parlato dell’Olocausto – ha proseguito a braccio durante l’appello per l’Ucraina – ma pensate che più di cinque milioni sono stati annientati durante il tempo dell’ultima guerra. È un popolo che ha sofferto la fame, ha sofferto tanta crudeltà e merita la pace».

«Le preghiere e le invocazioni che oggi si levano fino al cielo tocchino le menti e i cuori dei responsabili in terra, perché facciano prevalere il dialogo e il bene di tutti sia anteposto agli interessi di parte», l’auspicio di Francesco, nella Giornata di preghiera per la pace in Ucraina da lui chiesta ai fedeli di tutto il mondo dopo l’Angelus di domenica scorsa.


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«Per favore, mai la guerra!», ha esclamato ancora in Papa: «Preghiamo per la pace con il Padre Nostro», l’invito ai presenti: «è la preghiera dei figli che si rivolgono allo stesso Padre, è la preghiera che ci fa fratelli, è la preghiera dei fratelli che implorano riconciliazione e concordia».

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