Ai Overview: In occasione dell’otto ottobre, data in cui si celebra la Giornata internazionale della dislessia in concomitanza con l’anniversario della legge 170 del 2010, diverse iniziative in Italia puntano a sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Molti Comuni illuminano i propri palazzi di turchese, mentre l’Associazione italiana dislessia promuove la campagna “DSA ad alta voce”, che include maratone social e le cosiddette “biblioteche viventi” per la condivisione di esperienze dirette. La riflessione sull’inclusività coinvolge anche le realtà parrocchiali, stimolando un ripensamento dei metodi di catechesi per non lasciare indietro nessuno. Permane tuttavia un divario significativo a livello nazionale: i dati ministeriali evidenziano una forte disparità nelle diagnosi tra il Nord e il Mezzogiorno, causata in gran parte dalle differenze nell’accesso ai servizi territoriali e dalle lunghe liste d’attesa, aspetti che continuano a incidere profondamente sul percorso scolastico e personale degli studenti coinvolti.
La Giornata internazionale e le iniziative sul territorio
Stasera i palazzi di diversi Comuni italiani si illuminano di turchese per la Giornata internazionale della dislessia, promossa dall’Organizzazione Internazionale Dislessia e Famiglia (DISFAM) ogni 8 ottobre, ovvero la stessa data della legge 170 del 2010, quella che ha riconosciuto dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa).
“DSA ad alta voce” e le biblioteche viventi
In Italia la Giornata è collocata all’interno della Settimana nazionale organizzata dall’Associazione italiana dislessia (Aid) che si terrà fino a domenica in oltre 40 province: il tema di quest’anno è «DSA ad alta voce» e prevede due iniziative salienti. La prima riguarda una maratona audio di 24 ore sui canali social dell’associazione, con le testimonianze non solo di studenti, ma anche di genitori e insegnanti, mentre la seconda consiste nelle “biblioteche viventi”, espressione suggestiva che indica come, in questi casi, i libri da prendere in prestito e ascoltare siano persone che mettono in comune la propria storia.
L’inclusione nei percorsi di fede e la catechesi
Il tema dell’inclusione arriva anche nelle parrocchie, tanto che a Torino, suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, ha indicato i Dsa tra i bisogni emersi da un’indagine e ha osservato come una catechesi «verbale scolastica mnemonica frontale» rischi di lasciare indietro qualcuno. Leone XIV, nella lettera apostolica Disegnare nuove mappe di speranza, inserisce tra ciò che nessun algoritmo potrà sostituire anche «l’educazione all’errore come occasione di crescita», e, con l’espressione «Meno etichette, più storie», inviata ad ascoltare quelle storie prima di classificarle, perché anche questo è un modo di fare educazione.
Il quadro scolastico e il divario tra Nord e Sud sulle diagnosi
Ma quanti sono gli studenti coinvolti? Se, da un lato, il ministero dell’Istruzione e del merito nell’anno scolastico 2022/23 ha contato 354.569 alunni con diagnosi, pari al 6% del totale, l’Aid ricorda che in Europa la prevalenza stimata dei Dsa oscilla tra il 5 e il 12% e invita piuttosto a prendere in considerazione le differenze geografiche: se nel Nord-Ovest gli alunni certificati sono il 7,9%, nel Mezzogiorno appena il 2,8%. La differenza sarebbe dovuta soprattutto alla diversa disponibilità dei servizi e ai tempi delle liste d’attesa, con la conseguenza che, in base alla regione in cui si vive, una diagnosi può arrivare anche a quattordici anni, dopo lunghi periodi trascorsi a sentirsi inadeguati o in colpa. A scuola, inoltre, una diagnosi di Dsa non comporta l’assegnazione dell’insegnante di sostegno e il percorso passa dal Piano didattico personalizzato e, soprattutto, dalla capacità dei docenti di utilizzare in modo efficace gli strumenti compensativi previsti.













