Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio: l’intervista a Rosy Russo sull’ostilità in rete

Rosy Russo con l'arcivescovo Fortunato Morrone

Ai Overview: In occasione della Giornata internazionale per contrastare i discorsi d’odio, le sfide poste dalla comunicazione online tornano al centro del dibattito pubblico e formativo. Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili e promotrice del Manifesto della comunicazione non ostile – documento sottoscritto anche dall’arcivescovo Fortunato Morrone e dall’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova – analizza le dinamiche che alimentano l’aggressività in rete. Attraverso la sua riflessione, emerge come lo schermo agisca da filtro in grado di ridurre l’empatia, trasformando le piattaforme digitali in spazi in cui la denigrazione verbale trova terreno fertile, con rischi amplificati oggi dall’evoluzione tecnologica. Di fronte a questo scenario, Russo sottolinea l’urgenza di ricostruire un’alleanza educativa condivisa tra famiglie, scuole, parrocchie e associazioni, richiamando ogni utente a una maggiore consapevolezza e responsabilità prima di condividere contenuti online.

Seguici su WhatsApp

L’importanza di un linguaggio consapevole

Le parole possono ferire, isolare, trasformarsi in fango, ma possono anche ricucire, educare, aprire spazi di incontro: in occasione della Giornata internazionale per contrastare i discorsi d’odio, che si celebra oggi, abbiamo intervistato Rosy Russo, fondatrice di Parole O_Stili e promotrice del Manifesto della comunicazione non ostile, un decalogo che negli ultimi anni ha aiutato scuole, istituzioni, famiglie, associazioni e comunità a interrogarsi sul peso del linguaggio, soprattutto online; il manifesto, inoltre, è stato firmato anche dall’arcivescovo Fortunato Morrone e dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Per Rosy Russo l’odio in rete: è una questione umana: lo schermo, spiega, rischia di anestetizzare l’empatia, facendo dimenticare che dietro ogni commento, ogni condivisione, ogni insulto c’è una persona reale. Da qui l’urgenza di ricostruire un “villaggio educativo” capace di responsabilizzare adulti e ragazzi, giornalisti e cittadini, scuola e famiglia, parrocchie e associazioni. In questa intervista, Rosy Russo ci invita ad una scelta: tornare a considerare la comunicazione come un atto di responsabilità verso l’altro.

Rosy, il 18 giugno si celebra la Giornata internazionale per contrastare i discorsi d’odio. Perché oggi è ancora necessario dedicare una giornata a questo tema?

È necessario perché, purtroppo, l’odio in rete non è diminuito: si è normalizzato, ha solo imparato a mimetizzarsi meglio, diventando quasi un rumore di fondo delle nostre giornate. Spesso confondiamo la libertà d’espressione con il diritto d’insulto, dimenticando che le parole hanno un peso specifico enorme. Per me questa giornata non deve essere una vuota ricorrenza sul calendario, ma un momento di sosta collettiva. Serve a guardarci allo specchio come comunità e a ricordarci che l’ostilità online non è un problema tecnologico, ma un problema umano . Abbiamo ancora bisogno di parlarne per ribadire un concetto semplice ma fondamentale: il silenzio di fronte all’odio ci rende complici.

In questi anni Parole O_Stili ha insistito molto su un principio: “virtuale è reale”. Perché facciamo ancora tanta fatica a capire che ciò che scriviamo online produce conseguenze concrete nella vita delle persone?

Perché lo schermo dello smartphone si comporta come un anestetico dell’empatia. Quando digitiamo un insulto, non abbiamo davanti gli occhi dell’altro, non sentiamo il tono della sua voce, non vediamo la sua reazione fisica. Questa mancanza di contatto visivo e immediato ci dà la falsa illusione dell’impunità e della distanza. Consideriamo ancora la rete come una sorta di zona franca, un gioco in cui le azioni non hanno un peso reale. Dobbiamo fare un grande sforzo culturale per comprendere che un insulto scritto nei commenti fa male esattamente come uno urlato per strada. Anzi, forse persino di più, perché online quel fango resta visibile a tutti, impresso nel tempo.

Quali sono oggi i bersagli più esposti ai linguaggi d’odio? C’è un cambiamento che ti preoccupa in modo particolare?

I bersagli storici purtroppo restano sempre gli stessi: le donne – colpite da una misoginia ancora radicata –, le minoranze etniche e religiose, la comunità LGBTQIA+. Se devo pensare a un cambiamento recente che mi preoccupa profondamente, è la polarizzazione esasperata su qualsiasi argomento. Non c’è più spazio per il dubbio, per il confronto o per la sfumatura: o la pensi come me o sei il nemico da distruggere e “asfaltare” pubblicamente. Inoltre, l’evoluzione tecnologica, tra intelligenza artificiale e deepfake, sta rendendo il cyberbullismo e le campagne di denigrazione molto più rapidi, sofisticati e difficili da arginare, specialmente per i più giovani.

Il Manifesto della comunicazione non ostile propone dieci principi… ce n’è uno che, oggi, consideri più urgente degli altri?

In questo preciso momento storico sento fortissima l’urgenza del Principio 6: “Condividere è una responsabilità”. Viviamo nell’era della fretta e della disattenzione. Basta un titolo provocatorio per farci scattare il dito sul tasto “condividi”, alimentando gogne pubbliche, fake news o ondate d’odio senza aver nemmeno verificato la fonte. Dobbiamo riappropriarci del diritto di rallentare. Prima di rilanciare un contenuto, dovremmo chiederci se stiamo costruendo o distruggendo qualcosa, se quel testo è utile e se è vero. Un click distratto può rovinare la vita di una persona, e la condivisione deve tornare a essere un atto di profonda responsabilità civica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
disturbi alimentari

La percezione del corpo negli adolescenti: il peso dei modelli estetici e il ruolo della scuola

letture estive

Letteratura e preghiera: libri consigliati per i mesi estivi

centenario libreria vaticana

Il futuro editoriale tra libro e intelligenza artificiale nelle riflessioni dei pontefici

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email