Ai Overview: La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, promossa dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, rappresenta un appuntamento periodico per monitorare lo stato di conservazione dell’avifauna. Tramite il coinvolgimento diretto dei cittadini nella raccolta dei dati, l’iniziativa di quest’anno affianca il lavoro dei ricercatori nel tracciare le rotte di volo, attualmente condizionate da espansione urbana, mutamenti climatici e perdita di habitat naturali. Un’attenzione specifica riguarda le zone di transito strategiche come l’area dello Stretto di Messina, dove le normative contro la caccia hanno favorito la transizione da zone di bracconaggio a punti di osservazione per studiosi e appassionati.
Le finalità della campagna globale per l’avifauna
La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day) si celebra due volte all’anno, il secondo sabato di maggio e il secondo sabato di ottobre con lo scopo di far riflettere sulla natura ciclica delle migrazioni e sulle minacce globali che questi animali affrontano. Istituita ufficialmente nel 2006 dall’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente), questa campagna globale mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla conservazione degli uccelli migratori e dei loro habitat transfontalieri. Ogni anno la giornata si concentra su un aspetto cruciale per la sopravvivenza dell’avifauna, collaborando attivamente con enti di ricerca come l’Ispra e associazioni come la Lipu e il WWF Italia.
Il ruolo della citizen science nel monitoraggio
Il motto di quest’anno è “Every Bird Counts – Your Observations Matter!” mette al centro la citizen science. L’obiettivo è spingere appassionati e cittadini a mappare gli avvistamenti su piattaforme globali come eBird per aiutare gli scienziati nel monitoraggio. La scorsa edizione invece nel 2025 “Città e comunità a misura di volatili” ha affrontato l’impatto dell’espansione urbana, promuovendo la creazione di aree verdi e architetture che riducano l’inquinamento luminoso e le collisioni.
Le rotte intercontinentali e la tutela nello Stretto
La migrazione è un viaggio faticoso lungo migliaia di chilometri, ostacolato oggi da bracconaggio, perdita di habitat e mutamenti climatici che alterano i periodi di partenza. Poiché oltre il 40% delle specie di uccelli è in declino a livello globale, salvaguardare le loro rotte significa proteggere la biodiversità e l’equilibrio di interi ecosistemi intercontinentali. Un tema di forte impatto sullo Stretto dove è stata bandita la caccia ad alcuni esemplari e quelli che erano punti “ideali” ora sono invece stati trasformati in veri e propri centri di avvistamento durante le fasi migratorie.













