Ai Overview: In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani, i dati delineano una situazione complessa e allarmante per la popolazione over 65 in Italia. Con 2,7 milioni di ultra 75enni che vivono soli, il rischio di isolamento e la vulnerabilità a truffe, maltrattamenti e negligenze diventano temi di stringente attualità. Le rilevazioni di Onu, Oms e Istat mostrano un fenomeno in gran parte sommerso, accompagnato da un costante incremento dei raggiri di natura economica e informatica. Se da un lato il quadro normativo nazionale ha recentemente introdotto sanzioni più severe, dall’altro emerge la necessità di rafforzare la rete sociale e territoriale per puntare concretamente sulla prevenzione, superando le mancanze strutturali e supportando le vittime.
L’impatto della solitudine e i dati internazionali
In Italia vivono 2,7 milioni di persone sole con almeno 75 anni, dietro ognuna di queste porte chiuse può celarsi un abuso che nessuno vedrà e nessuno denuncerà: è il dato di un Paese dove un abitante su quattro ha più di 65 anni, purtroppo la solitudine è spesso l’anticamera della violenza. Oggi ricorre la Giornata mondiale per la consapevolezza degli abusi sugli anziani. Quest’anno le Nazioni Unite chiedono di passare dalla sensibilizzazione alla prevenzione: l’Organizzazione mondiale della sanità stima che circa una persona su sei dai 60 anni in su abbia subìto qualche forma di abuso nell’ultimo anno, mentre In Europa, secondo i dati Oms ripresi dall’Istituto superiore di sanità, 4 milioni di anziani sono ogni anno vittime di abusi e 2.500 perdono la vita per questa ragione.
L’indagine Istat sulle famiglie e i controlli dei Nas
In Italia il fenomeno è sommerso, i dati Istat del censimento 2023 registrano quasi 6,9 milioni di famiglie composte da soli over 65, il 25,9% del totale, anche se il 92,8% degli ultra-75enni soli dichiara di poter contare sui parenti: una rete che certamente esiste, ma che si fa fragile quando la dipendenza fisica ed economica altera i rapporti. Nelle strutture residenziali, i controlli dei Carabinieri Nas su oltre 600 centri per anziani hanno rilevato irregolarità nel 32% dei casi, infatti dodici strutture sono state sospese o chiuse.
L’aumento delle truffe economiche e informatiche
C’è poi l’aspetto economico: secondo il rapporto Eurispes 2025, nel 2024 le vittime over 65 di truffa sono salite a 42.890, in aumento del 15,58%: le truffe online nella stessa fascia d’età hanno toccato quota 25.440, il raggiro sfrutta il rapporto di fiducia che solitamente si stringe con una certa facilità con i soggetti più anziani, colpisce di più i soggetti tra i 65 e i 70 anni.
Il quadro normativo e i rischi legati alla non autosufficienza
Il decreto-legge n. 48 dell’11 aprile 2025, convertito in legge lo scorso giugno, ha introdotto il reato di truffa aggravata nei confronti degli anziani, punito con la reclusione da due a sei anni, è certamente un segnale importante, ma lascia del tutto scoperto il fronte della prevenzione, dell’alfabetizzazione digitale, del sostegno a vittime che spesso tacciono per vergogna. Molte rilevazioni sulla violenza di genere si fermano a 75 anni, mentre la non autosufficienza può aumentare la ricattabilità delle donne anziane, e lo stesso caregiver, schiacciato dal burnout e dalla povertà di servizi, può scivolare dall’assistenza alla negligenza.
L’invito del Papa e l’impegno della rete di prossimità
Il messaggio del Papa per la V Giornata mondiale dei nonni e degli anziani chiedeva a «ogni parrocchia, ogni associazione, ogni gruppo ecclesiale» di farsi protagonista della «”rivoluzione” della gratitudine e della cura», questo invito ha una traduzione concreta: telefonate, trasporto sociale, accompagnamento alle pratiche, educazione anti-truffa. Medici di famiglia, farmacisti, parroci, vicini sono le sentinelle che possono vedere prima della denuncia.













