Giornate FAI d’autunno: oltre settecento luoghi aperti in Italia con itinerari diffusi tra borghi, fabbriche storiche e aree naturalistiche della Calabria

rogliano

Ai Overview: In occasione della quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, la Calabria offre un itinerario diffuso che attraversa fabbriche storiche, centri antichi e aree naturalistiche. L’iniziativa, promossa dal Fondo per l’Ambiente Italiano, si concentra in questa edizione sul tema dell’artigianato e della memoria produttiva locale, consentendo l’accesso straordinario a oltre settecento siti in tutta la penisola con contributo libero.

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Fabbriche tessili e musei d’impresa a Soveria Mannelli

Ci sono luoghi che conosciamo perché li attraversiamo ogni giorno e altri che, pur essendo a pochi chilometri da casa, restano fuori dai percorsi abituali. Le Giornate FAI d’Autunno nascono proprio per aprire queste porte e permettere di guardare il patrimonio italiano da una prospettiva diversa. Sabato 10 e domenica 11 ottobre torna la 15ª edizione dell’iniziativa del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, con oltre 700 luoghi aperti eccezionalmente in tutta Italia. Monumenti, chiese, teatri, aree naturalistiche, castelli, collezioni e luoghi solitamente poco accessibili saranno visitabili con contributo libero. Quest’anno particolare attenzione è dedicata all’artigianato italiano e al Made in Italy, attraverso i saperi, gli antichi mestieri e le tradizioni produttive che contribuiscono a raccontare l’identità dei territori.

E anche la Calabria partecipa a questo racconto con aperture che permettono di entrare dentro luoghi nei quali la storia non è qualcosa di fermo, ma continua a essere prodotta, tramandata e vissuta.

A Soveria Mannelli, per esempio, le Giornate FAI conducono dentro il Museo d’impresa del Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile della Calabria ancora attiva. Qui la visita permette di seguire il ciclo produttivo della lana, dal fiocco al filo, dalla tessitura ai finissaggi, osservando insieme macchine della fine dell’Ottocento e tecnologie contemporanee.

La storia del Lanificio, fondato nel 1873 dai fratelli Antonio e Giuseppe Leo, è anche quella di una famiglia e di un territorio. Per decenni l’azienda lavorò soprattutto la lana delle pecore Gentile di Calabria, attraversando poi le difficoltà legate alla trasformazione dell’economia rurale e della produzione tessile. La rinascita ha scelto una strada precisa: recuperare il patrimonio storico della fabbrica e trasformarlo in una risorsa per il futuro.

Poco distante, sempre a Soveria Mannelli, un altro percorso porta dentro il sistema CARTA di Rubbettino, dove il Museo d’impresa racconta la storia della stampa, dai caratteri mobili al digitale. Accanto allo stabilimento si trova il Parco d’arte contemporanea, uno spazio di 12.500 metri quadrati nel quale arte, natura, editoria e manifattura dialogano tra loro. La visita comprende anche la Collezione Ottavio e Angela Cavalcanti, dedicata alla cultura materiale calabrese, e il vivaio Allasia Plant.

È un modo interessante di leggere il tema scelto dal FAI per questa edizione: il Made in Italy non come semplice marchio, ma come intreccio di lavoro, memoria, conoscenze e capacità di innovare.

Architettura e tradizioni artigiane nel centro storico di Rogliano

A Rogliano il percorso cambia completamente scenario e conduce nel centro storico, tra chiese, palazzi e le cosiddette “rughe”, i vicoli del paese. Qui protagonista è la tradizione della scuola degli scalpellini e degli intagliatori, che ha lasciato tracce importanti nell’architettura religiosa e civile. L’itinerario comprende il Duomo di San Pietro e Paolo, la chiesa dell’Assunta, con i suoi intagli lignei, il Museo di Arte Sacra nell’ex chiesa di San Giuseppe e la piccola chiesa della Madonna delle Grazie.

Ma Rogliano offre anche un altro percorso, quello del quartiere Cuti. Qui la tradizione artigiana incontra esperienze contemporanee: la Piccola Biblioteca di Cuti fondata da Daniel Cundari, il laboratorio del liutaio Sandro Sottile, Palazzo De Cristofaro e i murales realizzati dall’associazione Rublanum. Un quartiere nel quale la memoria degli antichi mestieri convive con nuove forme di espressione culturale.

Percorsi di memoria e laboratori artigiani a Brognaturo

Nell’entroterra delle Serre, le Giornate FAI arrivano invece a Brognaturo. La passeggiata tra i vicoli conduce ai “murales delle ombre”, nati per raccontare il paese segnato dall’emigrazione, e alla mostra degli antichi mestieri. Nell’ex convento dell’Annunziata saranno inoltre presenti piccoli laboratori artigiani. Il percorso si conclude nel laboratorio della famiglia Grenci, storici maestri pipai che lavorano la radica di erica arborea. Una tradizione portata avanti oggi da Vincenzo Grenci e conosciuta anche fuori dall’Italia.

Viticoltura e dimore rurali tra Crotone e la Sila

Il racconto cambia ancora nella provincia di Crotone, alla Tenuta Rosaneti di Rocca di Neto. Qui le Giornate FAI diventano un viaggio nella viticoltura calabrese, tra le vigne, il giardino varietale e il museo VITES, dedicato alla Viticoltura, al Territorio e alla Storia. In occasione delle visite sarà possibile, condizioni meteorologiche permettendo, partecipare anche alla vendemmia e alla degustazione dei vini, con prenotazione obbligatoria.

Nel cuore della Sila, invece, l’appuntamento è a Casino Mollo, a 1.400 metri di quota, accanto alla Riserva dei Giganti della Sila. La dimora rurale seicentesca, donata al FAI nel 2016, racconta la storia del bosco e delle attività produttive legate al territorio: dalla pastorizia alla coltivazione dei cereali, fino alla lavorazione della seta.

Itinerari storici e paesaggistici nella Locride a Casignana

C’è infine un itinerario che porta nella Locride, a Casignana. Il percorso parte dal centro storico e attraversa vicoli medievali, palazzi gentilizi e luoghi della memoria, passando dalla chiesa di San Rocco e dai ruderi della Chiesa Matrice. Si arriva poi verso un paesaggio nel quale colline, mare, fiumare, uliveti e agrumeti si incontrano nell’affaccio dalla terrazza di Palazzo Moscatello.

È un itinerario che mette insieme storia e paesaggio, ma anche memorie più recenti: nel territorio di Casignana si trovano infatti testimonianze dell’antica civiltà contadina, siti archeologici, il Mulino ad acqua Crinò e la memoria dell’eccidio contadino del 1922.

Alla fine, le Giornate FAI d’Autunno raccontano una Calabria fatta di patrimoni molto diversi tra loro. Fabbriche ancora attive, botteghe artigiane, centri storici, vigne, boschi, dimore rurali e paesaggi. Luoghi che non hanno bisogno di essere trasformati in qualcosa di diverso per diventare interessanti. Hanno già una storia: bisogna soltanto entrare, ascoltarla e, per due giorni, guardarla con occhi nuovi.

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