Nel 2021 compie 40 anni l’Anno di volontariato sociale (Avs), un’esperienza proposta dalla Caritas fin dagli anni ’80 e rivolta alle ragazze – nonché ai ragazzi non soggetti agli obblighi di leva – disponibili a vivere 12 mesi di servizio a tempo pieno e gratuito. La proposta, ricorda oggi Caritas Italiana in una nota, nacque in occasione del Convegno ecclesiale “Evangelizzazione e promozione umana” indetto dalla Cei e svoltosi a Roma dal 30 ottobre al 4 novembre 1976. Qualche mese dopo, mentre stipulava una convenzione col ministero della Difesa per il servizio civile degli obiettori di coscienza, Caritas Italiana iniziava una riflessione, con il coinvolgimento di varie forze dell’associazionismo giovanile cattolico, per definire un progetto concreto.
«L’Avs – viene spiegato – non è riuscito a decollare al Sud e nelle Isole, nonostante alcune esperienze significative realizzate in alcune diocesi e un forte impegno di promozione da parte della Caritas Italiana». Quasi ogni anno non sono mancati, oltre alle ragazze, anche alcuni ragazzi esenti o dispensati dagli obblighi di leva. L’età dei giovani è compresa tra i 18 e i 26 anni (non ci sono mai stati vincoli tassativi, se non la maggiore età); con l’andar del tempo, l’età media delle ragazze è scesa, e una buona di parte esse effettua l’esperienza nell’anno successivo all’esame di maturità.













