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Si conclude domani, domenica 16 marzo, il pellegrinaggio giubilare della diocesi di Reggio Calabria-Bova a Roma, che vede la partecipazione di 325 fedeli, tra cui 25 sacerdoti e 8 diaconi, guidati dall’arcivescovo metropolita monsignor Fortunato Morrone. Tre giorni intensi di preghiera e comunione, attraversando i luoghi simbolo della cristianità. Oggi l'emozione del passaggio della Porta Santa presso la Basilica di San Pietro.
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Il pellegrinaggio è iniziato venerdì 14 marzo, con la partenza in pullman gran turismo da Reggio Calabria e l’arrivo a Roma nel pomeriggio. La prima tappa è stata la Basilica papale di San Paolo fuori le Mura, dove i pellegrini hanno varcato la Porta Santa e si sono raccolti in preghiera sulla Tomba dell’Apostolo Paolo, considerato il fondatore della Chiesa reggina. Qui l'arcivescovo Morrone ha presieduto la Messa, sottolineando il legame con l'Apostolo fondatore della diocesi di Reggio Calabria - Bova.
La giornata di oggi, sabato 15 marzo, è iniziata con la celebrazione della Messa presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, seguita dal momento centrale del pellegrinaggio: l’attraversamento della Porta Santa della Basilica di San Pietro.
Dopo aver pregato sulla Tomba di San Pietro, i pellegrini si sono recati nel pomeriggio alla Basilica papale di Santa Maria Maggiore, dove si è svolto l’Atto di affidamento alla Beata Vergine Maria, Salus Populi Romani.
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La giornata si è conclusa con un tour panoramico della città, tra spiritualità e cultura.
Domenica, 16 marzo, prima del rientro a Reggio Calabria, i pellegrini vivranno l’ultima tappa dell'esperienza giubilare con l'attraversamento della Porta Santa dell’Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (San Giovanni in Laterano), Mater et caput di tutte le chiese di Roma e del mondo. Alle 9.30 ci sarà a Celebrazione eucaristica, quindi il rientro in hotel.
Subito dopo pranzo, i pellegrini ripartiranno alla volto di Reggio Calabria per il rientro. Un’esperienza di fede intensa, che ha rafforzato lo spirito di comunione e il senso di appartenenza alla Chiesa universale, lasciando nei pellegrini un segno profondo di grazia e rinnovamento spirituale.
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