La memoria storica delle lotte agrarie in Calabria si intreccia oggi con le celebrazioni della Giornata internazionale delle lotte contadine, istituita per ricordare il sacrificio dei lavoratori della terra e promuovere il riconoscimento dei loro diritti fondamentali. In questo contesto, il profilo di Giuditta Levato emerge come simbolo centrale di un’epoca segnata dal conflitto per il superamento del latifondo e dalla rivendicazione di una dignità lavorativa che trova oggi riscontro nelle dichiarazioni delle Nazioni Unite. La sua vicenda, culminata nel tragico scontro di Calabricata nel 1946, rappresenta non solo un tassello cruciale della cronaca sindacale del dopoguerra, ma anche un momento di profonda rottura nelle dinamiche sociali del Mezzogiorno, legando indissolubilmente l’emancipazione femminile alla causa contadina.
Il contesto internazionale e il ruolo delle Nazioni Unite
Il 17 aprile si celebra la Giornata internazionale delle lotte contadine ricordando il massacro di Eldorado dos Carajás. In questa data, infatti, nel 1996 in Brasile furono trucidati 19 contadini che lottavano per la terra e la giustizia. Ogni anno si celebra questo giorno in tutto il mondo, a difesa dei contadini e delle contadine che lottano per i loro diritti. La Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite, sotto la spinta dei movimenti contadini e delle organizzazioni dei lavoratori agricoli ha infatti adottato la Dichiarazione dei diritti dei contadini e degli altri lavoratori delle zone rurali, riconoscendo al mondo contadino e ai suoi attori un ruolo fondamentale nella produzione del cibo.
L’agricoltura calabrese tra passato e presente
In Calabria, questa giornata è spesso l’occasione per riflettere sulle difficoltà dell’agricoltura locale, la lotta al caporalato e la valorizzazione delle produzioni tipiche. Una questione antica che riporta alla memoria la storia di un’eroina di questa terra: Giuditta Levato (1915–1946).
La vicenda storica di Giuditta Levato
Contadina e attivista è ricordata come la prima vittima delle lotte contadine contro il latifondo in Calabria nel secondo dopoguerra. È il 1946 e i contadini calabresi, supportati dai Decreti Gullo rivendicano il diritto a coltivare le terre incolte dei grandi proprietari terrieri. Il 28 novembre a Calabricata (Sellia Marina), Giuditta guida una protesta contro Pietro Mazza, un affittuario che voleva impedire ai contadini di occupare un podere, ma durante lo scontro, viene raggiunta all’addome da un colpo di fucile. Era al settimo mese di gravidanza e morì due giorni dopo all’ospedale di Catanzaro, all’età di 31 anni, perdendo anche il bambino che portava in grembo.
Eredità e riconoscimento istituzionale
Considerata il simbolo della lotta contadina e dell’emancipazione femminile nel Sud Italia, a lei sono intitolate diverse piazze, una statua a Sellia Marina e una sala di Palazzo Campanella a Reggio, sede del Consiglio regionale della Calabria (dove è esposta l’opera in foto dell’artista Mike Arruzza).













