Avvenire di Calabria

ReggioLiberaReggio plaude al coraggio degli imprenditori che hanno indicato la cosca dei Labate come i loro aguzzini

”Helianthus”, la rete antiracket: «Grazie a chi ha denunciato»

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

«L’operazione Helianthus, magistralmente condotta dalla polizia di Stato e dalla Procura della Repubblica, che ha condotto all’arresto di 14 esponenti della cosca egemone nella zona sud della città, segna un importante successo nel contrasto alla criminalità organizzata ed alla odiosa piaga del racket». Ad affermarlo in una nota la rete antiracket Reggio Libera Reggio.

L’operazione è stata resa possibile grazie anche alla denuncia di alcuni imprenditori del settore edile che, stanchi delle asfissianti richieste estorsive imposte dalla cosca, hanno deciso di sporgere denuncia.

«A questi imprenditori – si legge – intendiamo rivolgere il nostro ringraziamento per la loro azione coraggiosa. Conosciamo bene lo stato d’animo di chi si trova a dover assumere una decisione così importante ed è per questo, che ormai da più di dieci anni, la rete antiracket ReggioLiberaReggio sostiene tutti quegli imprenditori che hanno deciso di denunciare i propri estorsori. Libera affianca e sostiene chi decide di sporgere denuncia, perché è nella nostra mission farci prossimi a quanti decidono di dire basta».

«Rinnoviamo quindi, l’appello a tutti gli imprenditori onesti – conclude la nota – denunciate, non abbiate paura, non siete soli, ReggioLiberaReggio e gli oltre 70 imprenditori che aderiscono al nostro progetto, sono al vostro fianco. Liberarsi dai tentacoli della ‘ndrangheta oggi è possibile grazie all’efficace azione dello Stato e ad un gruppo di imprenditori coraggiosi che vogliamo diventi sempre più numeroso».

Articoli Correlati

Savino (Cei) in Moldavia, visita al vescovo di Chisinau

Dopo essere stato ad Odessa, in Ucraina, in rappresentanza della Cei in occasione della tappa della Carovana della Pace, il vescovo Savino è stato in Moldavia: dall’inizio della guerra, qui accolti oltre 400 mila profughi.