I big dei partiti evitano Reggio Calabria (tranne Salvini)

La Calabria e Reggio ai margini della campagna elettorale. Quando mancano sedici giorni alla chiusura della campagna elettorale nessun «big» dei partiti ha fatto visita alla Città dello Stretto, mentre l’ultimo lembo della penisola è stato “sfiorato” da Luigi Di Maio, candidato premier per il Movimento Cinquestelle, in un sabato pomeriggio (lo scorso 10 febbraio) tra Lamezia Terme e Cosenza, e Piero Grasso, leader di “Liberi e Uguali”, il 6 febbraio fermandosi sempre tra Lamezia Terme e Vibo Valentia. Soltanto, oggi, toccherà a Matteo Salvini – che in Calabria è pure candidato come capolista della Lega al Senato – visitare il profondo sud. Tornando a Di Maio, il capo dei pentastellati, ha attaccato i «sanguisughe dei partiti». Ad accoglierlo Laura Ferrara, coordinatrice del M5S per la campagna elettorale in Calabria e i deputati uscenti Federica Dieni, Dalila Nesci e Paolo Parentela. In platea, ad ascoltare le proposte di Di Maio, esponenti di spicco dell’imprenditoria, delle confederazioni agricole, della cooperazione e dell’associazionismo calabrese: tra i tanti, si intravedono il presidente di Coldiretti regionale Pietro Molinaro, la presidente di Legacoop Angela Robbe, e poi “eccellenze” dell’imprenditoria calabra come Pippo Callipo e Alberto Statti.

Piero Grasso, invece, ha puntato la sua attenzione sulla sanità, pur tenendosi su tematiche generali: «La salute non si paga, deve ritornare ad essere un diritto per tutti. Dobbiamo far sì che ci sia un abbattimento delle liste d’attesa, – ha detto il leader di LeU – non vogliamo più la sanità privata». Tornando a Reggio Calabria, c’è attesa, oggi per il comizio di Matteo Salvini, alle 20.30 presso il Cineteatro “Odeon”. C’è da giurare che – in una delle roccaforti storiche della destra italiana come Reggio Calabria – non mancherà la visita di Giorgia Meloni per Fratelli di Italia. Nel frattempo, una capatina l’ha fatta Gianni Alemanno, guida del Partito Sovranista che ha schierato dei candidati nelle liste della Lega, e che «non vuole più meridionalismo non vuole più clientele e assistenze».

Al momento nessun appuntamento in agenda per Silvio Berlusconi e Matteo Renzi nella Città dei Bronzi. Il Cavaliere è alle prese con un clima tellurico in Forza Italia e sembra lontano l’idillio con i dirigenti azzurri della provincia, quella reggina, più forzista del Paese. Di Renzi, invece, nessuna traccia al momento, anche se i ben informati sono certi di un suo “passaggio” da Reggio.

Su Mezzogiorno ed elezioni è intervenuto, infine, don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha affermato come «In campagna elettorale nessuno parla di mafia e corruzione. Segno questo – secondo don Ciotti – del degrado etico della politica».

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