I vent’anni dello spettacolo Jennu brigannu celebrati a SpazioTeatro

jennu brigannu

Lo spettacolo teatrale “Jennu brigannu” compie vent’anni e celebra questo traguardo tornando a calcare il palcoscenico a Reggio Calabria. All’interno degli spazi di SpazioTeatro, gli attori Manolo Muorio ed Ernesto Orrico, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo da Paolo Napoli su un testo scritto dalla drammaturga Vincenza Costantino, hanno riproposto al pubblico una narrazione incentrata sulle complesse vicende legate al fenomeno del brigantaggio post-unitario. Attraverso un dialogo strutturato e una scenografia essenziale, la rappresentazione continua a documentare e analizzare le dinamiche storiche, i falsi miti e le figure, sia maschili che femminili, che hanno caratterizzato il Sud Italia nel periodo dell’Unità, proponendo una ricostruzione radicata nel territorio e mantenendo vivo un confronto diretto e intimo con gli spettatori in sala.

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Il racconto del brigantaggio tra storia e falsi miti

Vent’anni di “Jennu brigannu”, lo spettacolo che nella sua scenografia essenziale traccia l’anima di una terra ai margini. In scena il dialogo tra due personaggi che raccontano del brigantaggio tra storia, memoria e falsi miti. Insieme a testimonianze tragiche ai tempi dell’Unità d’Italia. Ci sono i briganti il cui nome è arrivato fino ai giorni nostri ma anche eroine meno conosciute ai più. La drammaturgia è di Vincenza Costantino, in scena Manolo Muorio e Ernesto Orrico, le musiche dal vivo di Paolo Napoli. Uno spettacolo che nel corso degli anni si è evoluto e trasformato nel suo testo e nella sua messa in scena, andando ben oltre i confini nazionali diventando una vera icona.

Il ritorno al pubblico reggino di SpazioTeatro

La scorsa domenica per il ventennale lo spettacolo ha fatto tappa anche a Reggio Calabria a SpazioTeatro. «Eravamo qui nel 2006 ed è sempre bello tornare da questo pubblico» dice Ernesto Orrico. «Un’emozione bella poter rifare questo spettacolo che si è trasformato negli anni, continuiamo a raccontare i nostri briganti con le loro contraddizioni, la loro poesia, la loro calabresità mai risolta».

La dimensione del teatro intimo e il dialogo in sala

Di uno «spettacolo del cuore» parla Manolo Muorio. «Ci sono entrato in punta di piedi visto che non sono uno degli attori originari del lavoro ma sono arrivato nel 2006 e piano piano è diventato lo spettacolo che probabilmente nella mia carriera teatrale ho replicato più volte in modi diversi. È uno spettacolo intimo con cui ho davvero un rapporto di cuore ed averlo portato a SpazioTeatro che ha questa dimensione veramente intima in cui puoi guardare il pubblico negli occhi e alla fine riuscire anche a scambiarsi delle impressioni è una delle situazioni ideali per cui io ho scelto di fare teatro». In scena con le sonorità del territorio Paolo Napoli, anima storica dello spettacolo che traduce in suono la bellezza e le contraddizioni di questa terra.

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