In occasione delle Feste Mariane, un momento speciale ha portato sollievo e sorrisi ai piccoli ricoverati della Pediatria del G.O.M. di Reggio Calabria: “Il Cantastorie”, rappresentazione in vernacolo reggino, ha raccontato con parole e immagini l’assalto turco al Santuario della Madonna della Consolazione.
Una storia di fede e identità raccontata ai bambini in corsia
Un pomeriggio diverso, carico di emozioni e partecipazione, si è svolto ieri nella U.O.C. Pediatria del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove i volontari di ABIO Reggio Calabria ODV (Associazione per il Bambino in Ospedale), insieme ai rappresentanti dell’Associazione Portatori della Vara Madonna della Consolazione, hanno regalato ai bambini e alle loro famiglie una vera e propria immersione nella tradizione popolare.

Protagonista dell’incontro è stato “Il Cantastorie”, una rappresentazione in vernacolo reggino de “L’assalto dei turchi al Santuario di Nostra Donna del Consuolo”. Il racconto, illustrato con 18 tavole realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Preti-Frangipane, ha rievocato uno degli episodi storici più sentiti dalla comunità, mettendo in luce il legame profondo tra la città e la sua Madonna della Consolazione, simbolo di protezione e fede.
Un’iniziativa tra cura, arte e vicinanza umana
L’iniziativa, accolta con favore dalla Direzione del G.O.M., si inserisce tra le attività promosse dai Portatori della Vara per celebrare i 25 anni di fondazione dell’associazione, che continua a promuovere e diffondere i valori della tradizione popolare, della devozione mariana e della partecipazione comunitaria.
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Attraverso la narrazione teatrale e le immagini, i volontari hanno saputo creare un momento di leggerezza e coinvolgimento, restituendo anche ai più piccoli la possibilità di vivere, seppur in ospedale, un frammento delle celebrazioni mariane che animano la città.
Curatola (ABIO): «Proiettare i bambini verso il mondo esterno»
«Quest’evento ricalca i valori della nostra mission istituzionale» – ha dichiarato la dott.ssa Giovanna Curatola, presidente di ABIO Reggio Calabria – «È un modo per offrire vicinanza ai bimbi e alle loro famiglie, cercando di proiettarli verso il mondo esterno e creando occasioni – come questa appunto – di partecipazione alla vita sociale».
Curatola ha poi sottolineato come l’umanizzazione delle cure sia un processo fondamentale che mette la persona al centro dell’assistenza sanitaria, riconoscendone non solo i bisogni clinici, ma anche quelli psicologici, sociali e culturali.

Un esempio concreto di come la collaborazione tra associazioni, istituzioni sanitarie e scuola possa generare esperienze di cura integrata e comunitaria, capaci di rendere più umani anche i luoghi della sofferenza.












