La riorganizzazione del comparto sanitario regionale affronta in queste settimane il tema del personale impiegato nel servizio di soccorso sul territorio. In Consiglio regionale, infatti, è stata discussa la posizione degli autisti soccorritori convenzionati del SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria, operatori che nel corso degli ultimi anni hanno supplito alle carenze strutturali dell’Azienda sanitaria locale. Una mozione, presentata in Aula e accolta in maniera bipartisan, chiede ora la stabilizzazione e il riconoscimento della professionalità acquisita da questi lavoratori. L’obiettivo dell’iniziativa politica è quello di inserire questo personale a pieno titolo nel nuovo assetto dell’emergenza-urgenza, un settore che l’amministrazione regionale sta delineando attraverso il rinnovamento del parco mezzi, l’implementazione del 112 e nuove assunzioni. Si punta dunque a coniugare i recenti investimenti tecnologici con la continuità lavorativa delle risorse umane già operative sul campo.
L’intervento in Consiglio regionale sul SUEM 118
Il Consiglio regionale accende i riflettori sul sistema dell’emergenza-urgenza reggino. In Aula è stata presentata e approvata all’unanimita la mozione n.12 a sostegno del SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria, un servizio definito “essenziale per la salute dei cittadini e la sicurezza delle comunità” dal capogruppo di Forza Italia, Domenico Giannetta, primo firmatario dell’iniziativa. Al centro della mozione la valorizzazione dell’esperienza e della professionalità degli autisti soccorritori in convenzione che, negli ultimi nove anni, hanno garantito la continuità del servizio in un contesto spesso segnato da carenze di mezzi e personale. «Hanno assicurato interventi giorno e notte, affrontando turni massacranti e situazioni di emergenza quando l’Azienda sanitaria non disponeva di risorse sufficienti», ha dichiarato Giannetta, sottolineando come questi operatori siano diventati una vera e propria colonna portante del sistema dell’emergenza-urgenza, soprattutto nei momenti più critici.
La riorganizzazione sanitaria regionale e i nuovi mezzi
La mozione si inserisce in una fase di riorganizzazione più ampia del sistema sanitario regionale. Negli ultimi anni, infatti, il comparto dell’emergenza-urgenza ha conosciuto un percorso di rafforzamento strutturale: nuove ambulanze sono state distribuite su tutto il territorio calabrese, sono stati banditi e conclusi concorsi attesi da decenni per l’assunzione di personale sanitario, sono stati attivati servizi di prossimità come i taxi sanitari ed è entrato pienamente in funzione il Numero Unico per le Emergenze 112. Un processo che, secondo Giannetta, «va accompagnato valorizzando il capitale umano che lo ha sostenuto per anni».
Integrazione del personale per l’efficienza dei soccorsi
L’obiettivo dichiarato è quello di integrare l’esperienza maturata dagli operatori in convenzione nel nuovo assetto organizzativo, garantendo loro continuità e stabilità lavorativa. Un passaggio ritenuto strategico non solo per riconoscere il lavoro svolto, ma anche per consolidare un sistema che deve coniugare efficienza operativa e qualità dell’assistenza. «Rafforzare il sistema significa fare squadra tra innovazione organizzativa e professionalità, efficienza e umanità», ha aggiunto il capogruppo azzurro, evidenziando il sostegno trasversale ricevuto in Aula da consiglieri di maggioranza e minoranza. Un segnale politico che punta a superare le divisioni su un tema che riguarda direttamente la sicurezza sanitaria dei cittadini.
Modernizzazione e tutela dell’esperienza sul campo
La discussione sul futuro del SUEM 118 reggino si colloca all’interno di una riflessione più ampia sulla sostenibilità e sull’organizzazione dell’emergenza territoriale. Se da un lato gli investimenti strutturali e tecnologici rappresentano un passo in avanti, dall’altro resta centrale il riconoscimento del ruolo delle professionalità che hanno garantito il servizio nei momenti di maggiore difficoltà. La mozione presentata in Consiglio mira proprio a tenere insieme questi due livelli: modernizzazione del sistema e tutela dell’esperienza maturata sul campo.













