Avvenire di Calabria

La denuncia in occasione dell'udienza con i membri dell'Associazione religiosa degli istituti socio-sanitari

Il ritorno alla “povertà di salute” preoccupa il Papa

L'invito di Francesco: «Aiutiamo quanti per scarsità di mezzi non riescono a curarsi»

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La nuova denuncia di papa Francesco è sulla “povertà di salute” che sta assumendo in Italia proporzioni importanti, soprattutto nelle Regioni segnate da situazioni socio-economiche più difficili e da forti disuguaglianze nell'accesso alle cure.

«Come Chiesa, siamo chiamati a rispondere soprattutto alla domanda di salute dei più poveri, degli esclusi e di quanti, per ragioni di carattere economico o culturale, vedono disattesi i loro bisogni», questa la preoccupazione espressa da papa Francesco ricevendo in udienza i membri dell’Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris).


Non perdere i nostri aggiornamenti, segui il nostro canale Telegram: VAI AL CANALE


«Questi sono i più importanti per noi, quelli che sono al primo posto della coda», ha aggiunto Francesco a braccio soffermandosi sul compito delle istituzioni sanitarie di ispirazione cristiana «in un contesto, come quello italiano, dov’è presente un servizio sanitario nazionale per sua vocazione universalistico, e dunque chiamato a provvedere alla cura di tutti».

«Il ritorno della povertà di salute sta assumendo in Italia proporzioni importanti, soprattutto nelle regioni segnate da situazioni socio-economiche più difficili», la denuncia di Francesco. «Ci sono persone che per scarsità di mezzi non riescono a curarsi, per le quali anche il pagamento di un ticket è un problema, e ci sono persone che hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari a causa di lunghissime liste d’attesa, anche per visite urgenti e necessarie».


PER APPROFONDIRE: Sanità, Calabria fanalino di coda per livelli essenziali di assistenza


«Il bisogno di cure intermedie - ancora il Santo Padre - poi è sempre più elevato, vista la crescente tendenza degli ospedali a dimettere i malati in tempi brevi, privilegiando la cura delle fasi più acute della malattia rispetto a quella delle patologie croniche: di conseguenza queste, soprattutto per gli anziani, stanno diventando un problema serio anche dal punto di vista economico, con il rischio di favorire percorsi poco rispettosi della dignità stessa delle persone».

Articoli Correlati

Calabria, la nuova sfida è la sostenibilità

“Tra terra e acqua: sfide e opportunità per una Calabria più sostenibile” è il tema della giornata di studio e approfondimento, organizzata dipartimento Territorio e Tutela dell’ambiente della Regione.