Avvenire di Calabria

Ricerche incrociate di Svimez ed Unioncamere che mostrano un doppio volto della Calabria

Il Sud non attrae investitori, ma aumentano le start up

Francesco Bolognese

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Il Sud continua a non suscitare grande interesse agli occhi di potenziali investitori, fatte salve talune eccezioni. A ribadirlo è il recente studio “L’attrattività percepita di regioni e province del Mezzogiorno per gli investimenti produttivi” di Dario Musolino, divulgato dall'istituto di ricerca Svimez. La regione italiana col migliore appeal è la Lombardia, quella meno ambita è la Calabria. A livello provinciale il podio vede primeggiare, Milano, seguita da Brescia, Monza, Bergamo, e Bologna. Le ultime cinque sono nell’ordine: Reggio Calabria, Cosenza e Catanzaro, Vibo e Crotone. Le cause di questa Caporetto? “Secondo 1 su 4 degli imprenditori intervistati il problema maggiore viene dalla carenza di infrastrutture di trasporto e logistica, quindi dalla scarsa accessibilità del territorio meridionale (26,4%), seguito dalla povertà del tessuto produttivo (presenza di clienti, fornitori, altre imprese: 21,3%), e dalla presenza della criminalità organizzata (13%)”. All’orizzonte pero si intravedono, sia pur timide, “buone nuove”. Unioncamere svela, infatti, che per quanto concerne le imprese under 35 c’è stato un +20mila nel II° trimestre 2016, di cui il 40% al Sud. In testa i giovani piemontesi, seguiti dai colleghi campani, valdostani, a metà strada troviamo i calabresi. “Le province a maggior vocazione giovanile sono Crotone (in cui i giovani imprenditori attualmente sono il 15,3% del totale) e Vibo Valentia (15%)". Tra le attività preferite ci sono quelle ausiliare dei servizi finanziari e delle attività assicurative. Per dare forza e speranza a chi investe, per il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, è necessario “creare le condizioni per consentire a queste imprese di crescere ed affermarsi sul mercato”.

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