Il Tabernacolo nel ripostiglio [FOTOGALLERY]

Il Tabernacolo custodito all’interno del ripostiglio delle scope? La soluzione–tampone dell’Azienda ospedaliera reggina, con riferimento al Presidio sanitario “Morelli”, lascia basiti. Le urgenze della struttura, alle prese con un importante restyling, stanno temporaneamente creando gravi disagi alla Pastorale sanitaria, promossa da don Roberto Aparo. «Purtroppo la situazione al “Morelli” è sempre stata provvisoria – ci spiega il Cappellano – addirittura, sembrerebbe che non siano stati individuati dei locali ideonei per il servizio religioso neanche nella nuova ala». Oggi, lo spazio per la Cappella è stato “ritagliato” nel bel mezzo di un corridoio al terzo piano, «con tutto ciò che questo comporta: gente che passeggia, anziani che fanno esercizi fisici, nonché i barellieri costretti a fare lo slalom durante la santa Messa».

Altrettanto discutibile è la scelta di relegare uno spazio di servizio alla Cappella in una stanzetta di pochi metri quadrati sino a quel momento destinata a locale dedicato per l’igiene del reparto. Angusto e impraticabile, sia per riporre il Santissimo Sacramento (che d’altronde non può restare per tutto il tempo in un corridoio) che per accogliere familiari e degenti che volessero scambiare quattro chiacchiere col Cappellano, senza esporsi in “confessioni di pubblica piazza”, in virtù della Cappella nel corridoio. «Immaginate le difficoltà di ascoltare delle storie già cariche di sofferenza», precisa don Aparo.


Sulla vicenda abbiamo sentito anche la versione di Leo Antonino Verduci, dirigente medico e responsabile del Presidio santiario “Morelli”, il quale – pur rimandando la competenza delle scelte alla Direzione generale – ci ha fornito il suo punto di vista: «Stiamo provvedendo in pochi giorni per sistemare il tutto, anche se va detto – evidenzia Verduci – che si tratta di una soluzione, subordinata alla necessità di sistemare un’area cantierizzata». Una situazione del tutto temporanea che, stante a quanto riferito da Verduci, «verrà risolta già ad inizio della prossima settimana». Voci di corridoio, e metafora non potrebbe essere più azzeccata vista la collocazione della Cappella del “Morelli”, parlano di tempi più lunghi come 40 giorni.

L’auspicio, come chiosa don Aparo è che «venga ridata dignità a questo servizio religioso, soprattutto, in virtù del trasferimento di alcuni reparti molto delicati, come medicina, oncologia ed ematologia». Una conclusione che trova l’accordo del dottor Verduci: «Ci teniamo tantissimo: è essenziale per i nostri ammalati, che necessitano di questo accompagnamento».

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