Ai Overview: Il dibattito globale sulla governance dell’intelligenza artificiale si intreccia in modo sempre più profondo con la geopolitica, la sicurezza dei dati e la percezione pubblica. L’incontro senza precedenti tra i leader del G7 a Évian-les-Bains e i vertici delle tre principali aziende del settore (OpenAI, Anthropic e Google DeepMind) ha sancito l’ingresso ufficiale dell’IA nell’agenda della diplomazia internazionale ad alto livello. Tuttavia, mentre si discute di coalizioni globali e standard di valutazione, il panorama è segnato da forti frizioni interne, come dimostra il recente blocco dei modelli di Anthropic imposto dall’amministrazione statunitense per ragioni di cybersicurezza. A questo quadro di accelerazione tecnologica e tensioni industriali fa da contraltare un forte scetticismo da parte della società civile: le ultime rilevazioni statistiche evidenziano come, a fronte di un utilizzo di chatbot in costante aumento, la fiducia dei cittadini nei confronti di questi strumenti registri una progressiva e significativa flessione.
L’incontro al vertice in Francia e le proposte di regolamentazione
I vertici delle tre aziende che guidano la corsa all’intelligenza artificiale (Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic e Demis Hassabis di Google DeepMind) si sono incontrati con i leader del G7 a Évian-les-Bains, in Francia, insieme al presidente Donald Trump, al segretario al Commercio Howard Lutnick e al segretario di Stato Marco Rubio…è un meeting che non ha precedenti nella storia del G7 e che, chiaramente, sottolinea come l’IA sia ormai un tema di diplomazia ad alto livello. Durante il vertice, Amodei e Hassabis hanno proposto la creazione di una coalizione internazionale a guida statunitense per definire regole comuni su tre fronti: l’accesso ai modelli più avanzati, il commercio di chip e la gestione dei rischi legati a cybersicurezza e bioterrorismo. Altman, dal canto suo, ha sollecitato l’adozione di standard globali per i test e le valutazioni dei sistemi di intelligenza artificiale.
Il caso Anthropic e le restrizioni del governo statunitense
Per Dario Amodei, però, il viaggio in Francia coincide con un momento particolarmente delicato per la sua azienda, Anthropic, che è al centro di un braccio di ferro con l’amministrazione americana: il 12 giugno, Lutnick ha ordinato alla società di sospendere immediatamente l’accesso ai modelli Mythos 5 e Fable 5 per tutti i cittadini stranieri, minacciando sanzioni civili e penali in caso di inottemperanza. Non potendo distinguere rapidamente tra utenti statunitensi e non, Anthropic ha dovuto disattivare i modelli per tutti, con meno di 90 minuti di preavviso. Secondo le ricostruzioni del Washington Post, la Casa Bianca avrebbe scoperto che un’azienda sudcoreana di telecomunicazioni (con presunti legami con la Cina) aveva ottenuto accesso a Mythos, un modello in grado di identificare facilmente vulnerabilità informatiche. Anthropic ha replicato che le falle segnalate dal governo erano già note e riguardano anche altri strumenti disponibili sul mercato, incluso GPT-5.5 di OpenAI, che nòne soggetto ad alcuna restrizione. Messaggi interni trapelati al New York Times rivelano il disagio dei dipendenti, convinti di essere «presi di mira ingiustamente» e «vittime di pressioni basate su impressioni vaghe». A sostegno di Anthropic, oltre settanta esperti di cybersicurezza hanno firmato una lettera aperta per chiedere la revoca del divieto, sostenendo che questa misura priva i programmatori statunitensi che si occupano di protezione dagli attacchi informatici degli strumenti migliori, mentre i modelli cinesi recuperano terreno.
L’indagine Pew Research: cresce l’uso dei chatbot ma cala la fiducia
Intanto, il Pew Research Center ha pubblicato un’indagine condotta a febbraio su oltre 5.000 adulti americani, che fotografa una situazione apparentemente paradossale: l’uso dei chatbot è in forte crescita, ma la fiducia nella tecnologia è in calo, circa la metà degli intervistati dichiara di utilizzare un chatbot (erano un terzo nel 2024), e un quarto lo fa ogni giorno. Nonostante ciò, quasi il 40% ritiene che l’IA peggiorerà la società nei prossimi vent’anni; solo il 16% si aspetta un miglioramento, così i giovani sotto i 30 anni sono i più assidui nell’uso, ma anche i più scettici: appena il 14% vede un impatto positivo. ChatGPT resta il servizio più diffuso (44% degli adulti), seguito da Gemini (24%) e Claude (6%).
L’andamento economico del settore: il bilancio di OpenAI
Sul fronte economico, documenti condivisi con gli azionisti e riportati da The Information mostrano che OpenAI ha registrato 5,7 miliardi di dollari di ricavi nel primo trimestre del 2026, ma ha anche bruciato 3,7 miliardi: entrambe le cifre sono triplicate rispetto a un anno fa, segno di una crescita forte accompagnata, però, da spese che aumentano allo stesso ritmo.













