Il vescovo Morrone tra i reparti del Tiberio Evoli: «Chi cura il prossimo è come il Buon pastore»

Prima della celebrazione il presule ha incontrato medici e operatori sanitari e i pazienti della struttura

Mattinata importante, quella vissuta all’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo per la visita di monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo della diocesi di Reggio-Bova.

A distanza di poco più di un mese, dal suo ingresso come cappellano del nosocomio melitese, Don Vincenzo Pace, a conclusione della Santa Messa, celebrata in ospedale, ha tenuto a ringraziare il Vescovo, non solo per la sua presenza fisica tra gli ammalati, il personale medico, paramedico e amministrativo, ma anche e soprattutto, per questo incarico a lui affidato.

Il vescovo Morrone tra i reparti del Tiberio Evoli

Il vescovo Morrone, accolto e seguito dal cappellano, ha visitato prima della celebrazione della Santa Messa, i reparti e gli ambulatori del Tiberio Evoli, soffermandosi con il personale e con quanti vi operano, occasione questa, che gli ha dato l’opportunità di conoscere, non solo la storia e le origini di chi l’ha voluto, ma anche, quelle che sono le attività svolte, non ultime quelle improntate dal cappellano per una pastorale della salute che guardi con attenzione, partendo dai malati, anche a chi amorevolmente lavora per offrire cure e supporto medico.


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Il Dottor Antonino Iaria, all’inizio della celebrazione eucaristica, ha avuto parole di ringraziamento per Sua Eccellenza, ricordando da un lato quello che è stato ed è l’ospedale per il territorio non solo a livello locale, bensì anche provinciale e regionale, sottolineando, tutti quegli aspetti, che piano piano stanno contribuendo a ridisegnare un nuovo ruolo per i servizi offerti.

Chi opera in corsia è come il “Buon pastore”

Durante l’omelia, monsignor Morrone, partendo dal vangelo del giorno, ha evidenziato come, il buon Pastore, ha cura delle sue pecore, così come pure chi opera tra gli ammalati; rivolgendosi agli astanti, ha chiesto anche, di pregare e supportare per il lavoro svolto dai sacerdoti per la cura spirituale di chi, a vario titolo, si trova a vivere e affrontare situazioni di sofferenza, aggiungendo come, da questa sinergia, possa nascere quell’attenzione più grande verso il dono della vita.

Alla Santa Messa, presieduta dal Vescovo Morrone, erano presenti il cappellano Don Vincenzo, il diacono Lorenzo Tortorella e Don Stefano Iacopino, Cappellano dell’GOM di Reggio Calabria, nonché Direttore dell’Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi.


PER APPROFONDIRE: Don Vincenzo Pace e la cura degli ultimi in corsia: «È incontro col Signore»


Nelle parole di ringraziamento pronunciate dal vescovo, lo stesso ha rimarcato il desiderio di voler ritornare al Tiberio Evoli, mentre il cappellano degli Ospedali Riuniti, Don Stefano, ha sottolineato come, dopo la pandemia, c’è la necessità e il bisogno, di costruire relazioni che diano l’opportunità si supportare il lavoro svolto dal cappellano, contando anche su nuove figure che possano promuovere quelle azioni che diano il giusto slancio alla pastorale della salute.

A conclusione della celebrazione, il personale medico, paramedico e amministrativo, si è soffermato con Mons. Morrone, il quale ha colto l’occasione per porgere gli auguri natalizi, oltre che quelli di un proficuo lavoro.

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