Il vuoto inspiegabile

La legge che manca

È possibile che in Italia, terra madre della multinazionale più influente del pianeta criminale – la ‘Ndrangheta – non esista una legge sulla dissociazione dalla mafia? Si, purtroppo è possibile… è la triste realtà.
Ma di cosa stiamo parlando esattamente? A cosa servirebbe una “legge sulla dissociazione”?
È indispensabile per garantire una tutela a coloro che vogliono ripudiare l’appartenenza ad una organizzazione criminale di stampo mafioso e ricominciare una vita. Non si tratta solo di “protezione”, ma anche di “modalità”.
Lo Stato deve assicurare una strada sicura a chi vuole imboccare il cammino della legalità. Il passaggio dalle ‘ndrine alla vita deve essere possibile, facile e garantito.
La mancanza di questa legge non è diffusamente percepita, eppure causa numerose difficoltà, anche prettamente logistiche, a chi lavora per smantellare l’ecosistema mafioso delle famiglie di ‘ndrangheta.
Un esempio? Il lavoro del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria è fortemente penalizzato da questo vuoto normativo. Il presidente, Roberto Di Bella, che ha intrapreso la coraggiosa strada dei provvedimenti di sospensione della responsabilità genitoriale per le famiglie di ‘ndrangheta, può “contare” soltanto su una rete “artigianale” e “volontaria” di ospitalità diffusa per quelle madri che, insieme ai loro figli, decidono di lasciare la “casa della cosca”.
Anche il procuratore capo di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, si è espresso su questa elaborata ma cruciale questione. Giovedì scorso, durante il convegno «Le colpe dei padri» organizzato da Reggio non Tace, è stato chiaro nel porre l’urgenza di un provvedimento che agevoli la dissociazione: «Una madre che, insieme al figlio, decide di scappare da una famiglia di ‘ndrangheta, diventa subito un obiettivo della famiglia stessa: si apre subito una “caccia”». Ecco perché è importante garantire a queste persone anche nuove generalità, provvedimento impossibile con le leggi vigenti.
Sia chiaro, se oggi lo Stato aiuta un adolescente a crescere lontano da un ceppo mafioso, domani avrà un criminale in meno da annoverare nelle operazioni della Dda. Il lavoro sulla “dissociazione”, specialmente se legato ai minori e alle loro madri, è il più grande investimento per la legalità che è possibile compiere.

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