Tornano gli incendi in Calabria: roghi e fiamme divorano la Locride. La denuncia della CGIL: «Serve un piano serio»

Il sindaco di Roccella Ionica accusa: «Ogni anno un pezzo di collina che muore per mano di delinquenti».

Ore di paura nella Locride, dove le fiamme stanno mettendo in ginocchio intere aree boschive. Mentre Vigili del Fuoco e Canadair sono al lavoro senza sosta, crescono rabbia e richieste d’intervento strutturale da parte delle istituzioni e dei sindacati.

Incendi nella Locride: interessate Roccella, Siderno e Marina di Gioiosa

Con l’innalzarsi delle temperature, il fuoco è tornato a devastare il territorio calabrese. Le aree di Marina di Gioiosa Ionica, Roccella Ionica e Siderno sono sotto attacco da parte di vasti incendi, alimentati da un vento rovente che rende particolarmente difficili le operazioni di spegnimento. Le fiamme hanno interessato, in particolare, la zona di Bosco Catalano, come documentato da immagini e video condivisi sui social.



Sul posto stanno operando senza sosta squadre dei Vigili del Fuoco, con il supporto di mezzi aerei Canadair, ma la situazione resta critica a causa delle condizioni meteo estremamente sfavorevoli.

Il sindaco Zito: «Così non si può andare avanti»

A denunciare la gravità della situazione è stato anche il sindaco di Roccella Ionica, Vittorio Zito, che, pur trovandosi fuori sede, ha affidato alla sua pagina Facebook un messaggio carico di gratitudine e preoccupazione: «È una prova durissima e ringrazio tutte le donne e gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile regionale e del sistema del volontariato, di Calabria Verde, della Polizia municipale per quanto hanno fatto e stanno facendo. Abbiamo attivato il Centro operativo comunale per la gestione dell’emergenza e stiamo predisponendo i servizi di assistenza alla popolazione».


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Ma il primo cittadino ha anche espresso sconforto e rabbia: «Così non si può andare avanti, ogni anno un pezzo di collina che muore per mano di delinquenti. Ogni anno il nero della morte che sostituisce il verde della vita. Dobbiamo fare di più e insieme per difendere il nostro territorio».

La CGIL: «La Calabria brucia. Servono risposte vere, non proclami»

Di fronte alla devastazione, interviene con toni duri anche il segretario generale della CGIL Reggio Calabria Metropolitana, Gregorio Pititto, che lancia un appello alle istituzioni: «La Calabria brucia. Ettari ed ettari di territorio ridotti in cenere, un patrimonio boschivo in gran parte abbandonato. Tutto questo dovrebbe preoccupare profondamente tutti gli attori preposti in materia di difesa del territorio».

Il sindacalista denuncia la mancanza di programmazione e prevenzione, ricordando che «negli anni ’50 i forestali in Calabria erano oltre 30 mila; oggi ne restano forse 1.500». Un dato emblematico che fotografa, secondo la CGIL, l’inadeguatezza della classe dirigente rispetto alla cura del territorio.

Foreste, comunità e futuro: l’appello alla politica

Pititto si domanda come sia possibile non comprendere l’importanza della manutenzione costante e strutturata del territorio, e accusa la politica di aver disperso competenze e lavoratori qualificati. A farne le spese, soprattutto, sono gli anziani e le aree interne, le più colpite dal degrado ambientale e dall’abbandono.



«Serve approvare subito un piano straordinario, che parta dal fabbisogno lavorativo del settore forestale e rimetta al centro la cura del nostro patrimonio ambientale – incalza il segretario CGIL –. È necessario coinvolgere università, enti locali e tutte le competenze disponibili per cambiare la logica dell’emergenza».

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