L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro sta spingendo le principali aziende tecnologiche statunitensi a ripensare radicalmente le proprie strutture organizzative e le strategie di investimento. Dalle decisioni di Jack Dorsey per Block, che puntano a sostituire i quadri intermedi con sistemi automatizzati dopo aver operato significativi tagli al personale, alle imponenti manovre finanziarie di SpaceX legate ai laboratori di xAI, fino ai progetti interni di OpenAI mirati all’apprendimento di specifiche professioni intellettuali tramite simulazioni pratiche. I recenti sviluppi descrivono un’integrazione sempre più profonda di questi software nei processi aziendali, delineando scenari inediti e sollevando interrogativi concreti sull’evoluzione dell’occupazione e sulle future dinamiche gestionali.
Dalla gerarchia all’intelligenza: le scelte di Block e l’impatto sui quadri intermedi
Quando l’intelligenza artificiale bussa alla porta degli amministratori delegati, non sempre porta buone notizie: Jack Dorsey, cofondatore di Twitter e amministratore delegato di Block, la società che controlla Square e Cash App, ha pubblicato un saggio intitolato «From Hierarchy to Intelligence» (Dalla gerarchia all’intelligenza) insieme a Roelof Botha, socio amministratore di Sequoia Capital, uno dei principali fondi di investimento della Silicon Valley. La tesi che pongono è la seguente: i quadri intermedi, cioè le persone che nelle aziende “smistano informazioni” dal basso verso l’alto e viceversa, possono essere sostituiti dall’intelligenza artificiale. Chiaramente la loro idea, prima di approdare sulle pagine del libro, è passata dalle loro aziende. A febbraio Block ha licenziato oltre quattromila dipendenti, circa il quaranta per cento della forza lavoro…Dorsey ha spiegato alla rivista Wired che la decisione è maturata dopo aver osservato, nel dicembre scorso, un salto di qualità negli strumenti di intelligenza artificiale, secondo lui sono ormai capaci di operare efficacemente all’interno di grandi sistemi informatici aziendali. Al posto della piramide gerarchica classica, Block prevede tre soli ruoli: chi costruisce i sistemi, chi è responsabile di risultati specifici su cicli di novanta giorni e i cosiddetti «player-coach» (allenatori), figure che sviluppano prodotti e allo stesso tempo formano i colleghi. Il coordinamento, tradizionalmente affidato ai manager, verrebbe assorbito da modelli di intelligenza artificiale alimentati dai dati interni dell’azienda: codice, decisioni, flussi di lavoro, metriche per misurare il rendimento…etc. Il volume riconosce che le persone restano indispensabili perché restano essenziali nelle scelte etiche, nella direzione strategica e nelle situazioni complesse, però, sempre secondo gli autori, l’intermediazione umana non serve più. Stiamo parlando di un libro ovviamente, ma se questa tendenza dovesse essere confermata dai fatti, allora si aprirebbero seri interrogativi sul destino di milioni di lavoratori.
L’operazione SpaceX e l’integrazione dei laboratori xAI verso la quotazione
Restiamo negli Stati Uniti…e nello Spazio che sovrasta il cielo. SpaceX ha depositato in via riservata presso la Sec (l’autorità di vigilanza sui mercati finanziari americani) la documentazione per la quotazione in Borsa. Se l’operazione dovesse andare in porto, si tratterebbe della più grande Ipo (offerta pubblica iniziale) della storia: la valutazione punta a superare i 1.750 miliardi di dollari, con una raccolta fino a 75 miliardi, oltre il triplo del precedente record stabilito da Saudi Aramco nel 2019. Questa operazione è rilevante per il mondo dell’intelligenza artificiale, perché a febbraio SpaceX ha assorbito xAI, il laboratorio di intelligenza artificiale fondato da Elon Musk, andando così a costituire un conglomerato che unisce razzi, satelliti, social network e modelli di apprendimento automatico sotto un unico tetto. Il debutto in borsa è previsto per giugno e, secondo Bloomberg, SpaceX sarebbe così la prima grande azienda dell’era dell’intelligenza artificiale a sbarcare sui mercati pubblici americani, anticipando OpenAI e Anthropic.
Project Stagecraft: i freelance che addestrano ChatGPT sulle professioni intellettuali
Proprio OpenAI è al centro di un’altra importante notizia. Un’inchiesta di Business Insider ha rivelato l’esistenza del «Project Stagecraft» (Progetto Scenografia), un programma interno che impiega fino a quattromila freelance (lavoratori autonomi) per immagazzinare dati di addestramento specifici per oltre quattrocento mestieri diversi. Pagati almeno cinquanta dollari l’ora, questi professionisti — piloti di linea, farmacisti, agronomi, specialisti delle risorse umane — creano simulazioni dei propri flussi di lavoro, fornendo a ChatGPT il contesto necessario per apprendere professioni reali.
Il progetto, gestito attraverso la piattaforma Handshake AI, si concentra dichiaratamente sul «lavoro intellettuale, non manuale». Un contractor ha raccontato a Business Insider: «Eravamo tutti consapevoli che stavamo sostanzialmente addestrando l’intelligenza artificiale a sostituirci».













