Invisibili. Lavoratori stranieri potranno regolarizzarsi [GUIDA]

Alla fine, il travagliato compromesso raggiunto in maggioranza è stato incluso nel decreto Rilancio. È dentro lo sterminato articolo 110 bis, intitolato «Emersione di rapporti di lavoro» e lungo ben 5 pagine e 22 commi. Interessa tre settori: il primo comprende «agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse»; il secondo l’«assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza »; il terzo è il «lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare».

Due binari. Dopo l’entrata in vigore, i canali per l’emersione previsti sono due. Nel primo caso, sta ai datori di lavoro (che siano italiani o stranieri) «presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale » oppure autodenunciarsi, dichiarando «la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri ». Nella seconda opzione, saranno i cittadini stranieri «con permesso scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in un altro titolo di soggiorno » a poter «richiedere un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi». Se entro quel periodo, il bracciante, la colf o la badante ottiene un contratto di lavoro subordinato, il documento è convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. In ogni caso, l’immigrato deve essere presente in Italia da prima dell’8 marzo 2020.

Domande, costi e contributi. Per regolarizzare i lavoratori, chi assume dovrà corrispondere 400 euro per ciascun lavoratore, oltre a un forfait a titolo retributivo, contributivo e fiscale (da determinarsi con un decreto del ministro del Lavoro). Invece, l’immigrato che chiede il permesso temporaneo dovrà corrispondere 160 euro (più altri 30 euro per trasmettere l’istanza). La finestra per le domande è compresa fra il 1° giugno e il 15 luglio: per i contratti di lavoro, in caso di italiani o europei vanno presentate all’Inps, in caso di stranieri allo sportello unico per l’immigrazione; per il permesso di soggiorno semestrale si dovrà andare in Questura.

Lo scudo penale. È prevista la sospensione dei procedimenti penali e amministrativi a carico di datore di lavoro e e lavoratore, a meno che non riguardino i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione o di minori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

nammissibilità. Riguardo al permesso di soggiorno, non verranno ammesse le domande di conversione in motivi di lavoro, se chi assume è stato condannato negli ultimi 5 anni (anche non in via definitiva) per i reati elencati sopra. Inoltre, non verrà ammessa la domanda di stranieri che abbiano ricevuto un provvedimento di espulsione, segnalati per la non ammissione in territorio italiano, ritenuti una «minaccia per la sicurezza» o condannati (anche solo in primo grado) per diversi reati, fra cui traffico di stupefacenti o sfruttamento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
gentilezza

Il Movimento Italiano per la Gentilezza promuove la cultura del rispetto e del dialogo contro la violenza

famiglia vacanza

Il rientro dalle vacanze e la ripresa delle attività: l'importanza del supporto in famiglia

inizio scuola

L'inizio del nuovo anno scolastico: le attese degli studenti e la necessaria collaborazione delle famiglie

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email