Isolare i facinorosi, preservare gli appassionati

di Daniele Quartuccio * – La cronaca di questi giorni è incentrata sulla vicenda degli adesivi raffiguranti Anna Frank con indosso la maglia della Roma. Un disgustoso gesto di cui si sono resi protagonisti alcuni ultras laziali. Quanto accaduto deve indurci ad una riflessione sulla strada che il calcio italiano sta pericolosamente intraprendendo. Le vicende giudiziarie ce lo dicono: le mafie, spesso, gestiscono società sportive e, al contempo, i centri scommesse, andando a creare un pericoloso intreccio che mira a falsare la veridicità dei risultati sul campo al solo fine di riciclare in maniera lecita i proventi illeciti delle attività criminali. La conferma ci arriva anche dall’indagine in corso a Torino in cui è coinvolta la Juventus ed alcuni esponenti nella tifoseria organizzata legati a note famiglia di ndrangheta. Un connubio perverso che vede le mafie infiltrarsi ovunque: dalla gestione delle società sportive al tifo organizzato, passando per il monopolio dei centri scommessa. Il calcio, quindi, come strumento di potere delle mafie che nelle realtà minori si trasforma in un vero e proprio reclutamento di giovani, in particolare in quei territori meridionali ove, gestire un club calcistico, significa affermare la propria presenza sul territorio. Libera da anni denuncia il marciume che coinvolge il calcio. Lo sport è un portatore di valori sani come la condivisione, il gioco di squadra, il rispetto degli avversari e degli arbitri, l’accettazione della sconfitta, la voglia di reagire per ottenere una vittoria; tutti elementi educativi che, tuttavia, cozzano con i comportamenti che una minoranza di soggetti mette in atto la domenica nei nostri stadi. La curva della Reggina, in occasione della partita interna contro il Catania, si è resa protagonista di un vergognoso striscione che nulla ha a che vedere con lo sport. Lo stadio dovrebbe essere un luogo di aggregazione e condivisione, dove portare i bambini affinché vedano i loro idoli e non ad apprendere certi comportamenti. L’augurio è che le società sportive, nel proprio interesse, ripristinino la legalità all’interno degli stadi, allontanando quei soggetti che si rendono protagonisti di gesti che con lo sport hanno poco a che vedere.

* Libera Reggio Calabria

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