La Chiesa calabrese festeggia monsignor Salvatore Nunnari

Le sue dichiarazioni a Avvenire di Calabria: «La Chiesa deve stare sempre vicino all’uomo che soffre»

La Chiesa calabrese è in festa per il compleanno di monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza – Bisignano, che oggi compie 82 anni. Nato a Reggio Calabria, l’11 giugno 1939, è stato ordinato presbitero il 12 luglio 1964 da monsignor Giovanni Ferro, presule da cui trasse l’ispirazione nel suo agire da sacerdote tra gli ultimi della Città.

Appassionato da sempre al giornalismo, monsignor Nunnari è stato Consigliere Nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana per dodici anni, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria e conferenziere.

La sua sfida pastorale è vissuta con intensità nel quartiere popolare del Gebbione, dove dal 1975 al 1999 vive la parrocchia del Soccorso diventando punto di riferimento per tutta la comunità.

Il 30 gennaio 1999 papa Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia. Il 20 marzo successivo riceve l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo Vittorio Luigi Mondello, coconsacranti gli arcivescovi Serafino Sprovieri e Mario Milano. Il 1º maggio prende possesso dell’arcidiocesi.

Il 18 dicembre 2004 è nominato arcivescovo metropolita di Cosenza – Bisignano. Il 26 febbraio 2005 prende possesso dell’arcidiocesi, nella cattedrale di Cosenza. Il 29 giugno riceve il pallio, nella basilica di San Pietro in Vaticano, da papa Benedetto XVI. È stato, dal 2010 al 2012, amministatore apostolico dell’eparchia di Lungro, e, dal 2013 al 2015, presidente della Conferenza episcopale calabra.

Recentemente ha dato alle stampe un libro «appassionato per la mia Chiesa» dal titolo “Luce ai miei passi” (edito da Gesualdo edizioni) in cui monsignor Nunnari si è prodigato in una robusta e illuminata raccolta di suoi documenti pastorali (omelie e scritti).

Nell’ultima intervista rilasciata a Avvenire di Calabria, Nunnari parlando della “ripartenza” post-Covid ha detto ai nostri taccuini: «Niente sarà più come prima; allora non potrà esserlo neanche la Chiesa. Questo maledetto virus ha limitato le nostre presunzioni, riportandoci all’essenziale. Questo deve essere capace, come già sta facendo, a interpretare questo tempo. Un cammino faticoso, sì, ma troppo importante per non essere percorso». «Dobbiamo avere il coraggio di vedere il mondo che cambia attraverso la sofferenza di questi mesi. Il Papa si sta già facendo guidare dalla sapienza della Croce. È quella la strada che come cristiani dobbiamo seguire: la Chiesa – ha concluso monsignor Nunnari – deve stare sempre vicino all’uomo che soffre».

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