La comunità del SS. Salvatore in pellegrinaggio ad Assisi per l’ottocentenario di San Francesco

Assisi pellegrinaggio

I fedeli della parrocchia del Santissimo Salvatore di Reggio Calabria, accompagnati dal parroco don Antonio Bacciarelli, si sono recati in pellegrinaggio ad Assisi in occasione dell’ottocentenario della morte di San Francesco. Il percorso, intrapreso in autobus alle prime luci del mattino, si è snodato attraverso i luoghi centrali della spiritualità umbra, offrendo ai partecipanti un’occasione di preghiera e riflessione. Il gruppo ha visitato la Porziuncola presso Santa Maria degli Angeli, ha sostato nella chiesa della Spoliazione dinanzi al corpo di San Carlo Acutis e ha reso omaggio alle spoglie del Poverello. L’esperienza comunitaria si è poi conclusa con il rientro in diocesi, accompagnato dalla volontà di condividere quanto vissuto.

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La partenza della delegazione parrocchiale

Una delegazione di fedeli della parrocchia del SS. Salvatore, coinvolti e  organizzati dal proprio pastore don Antonio Bacciarelli, è partita per un pellegrinaggio verso Assisi nella ricorrenza dell’ottocentenario della morte di San Francesco.

L’arrivo in Umbria e la Messa alla Porziuncola

Tantissimi fedeli da tutto il mondo in questo mese si avvicinano ad Assisi per assistere all’ostensione prolungata delle spoglie del poverello. La devozione è forte e vince anche sul desiderio di comodità di viaggiare in giorni festivi e con sistemi meno spartani: infatti si parte un lunedì mattina presto in autobus per arrivare ad Assisi in tempo per la celebrazione della Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli nel tardo pomeriggio.  Dopo tante ore di viaggio è molto significativo poter esprimere la propria gratitudine per l’arrivo con una Messa davanti alla porziuncola di San Francesco. Anche la cena e il pernottamento nel Convento dei Frati cappuccini convertito in luogo di accoglienza dei pellegrini è stato, seppur comodo e abbondante, nel clima del pellegrinaggio. Alcuni di noi meno stanchi e più temerari si sono poi concessi una passeggiata dopo cena alla Basilica maggiore passando per le maggiori chiese,  nella magia delle strade che nella notte sono meno affollate e avvolte nella luce tenue che rischiara e conduce il cammino.

La sosta nella chiesa della Spoliazione e l’omaggio alle spoglie

La giornata seguente, che è imperniata sulla visita delle spoglie del Santo, ha inizio con la Messa celebrata da don Antonio e animata da noi stessi nella chiesa della Spoliazione che protegge il corpo di San Carlo Acutis. La Messa, che per ragioni organizzative deve essere breve, risulta così intensamente vissuta che sembra quasi il tempo si fermi in un momento di commozione generale, per la ricettività mattutina, per quel luogo e il Santo che ospita, per le parole del nostro pastore e per la cooperazione di tutti… in attesa dell’incontro di lì a poco con le spoglie del poverello di Assisi: davanti a ciò che resta del suo corpo, che dà l’idea fosse un uomo di piccola statura, ci si meraviglia perché il percorso attraverso cui si arriva nella Basilica inferiore mostra le opere del Santo in affreschi che coprono tutte le pareti e le cupole. La contrapposizione tra ciò che resta del corpo finito, poche ossa malconce, e ciò che resta delle sue opere è sorprendente, se pensiamo alla devozione che egli raccoglie dopo 800 anni. Ci coglie un grande senso di gratitudine verso Colui che lo ha mandato e per lui che ha saputo riconoscere la sua Grazia abbandonando tutto e seguendo il disegno di Dio.

La conclusione dell’itinerario e il ritorno a Reggio Calabria

Il seguito della visita con il rinnovo delle promesse battesimali e il sostare nel chiostro dietro le basiliche è come una sorta di defaticamento del cuore scosso da tanto sentire.
Parafrasando il messaggio del nostro parroco in prossimità dell’arrivo a Reggio: abbiamo concluso il nostro andare e tornare che non è stato un viaggio ma un pellegrinaggio verso un luogo santo, ma soprattutto dentro noi stessi alla ricerca della nostra spiritualità.
Tornando, il pellegrinare ci deve portare verso gli altri e in quest’ottica si spera che questo racconto sia una condivisione della spiritualità sentita.

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