La Giornata internazionale degli Archivi tra conservazione digitale e memoria dei territori

Archivio diocesano Reggio Calabria

Ai Overview: La Giornata internazionale degli Archivi, promossa dall’International Council on Archives in accordo con l’Unesco, offre l’occasione per riflettere sul ruolo della conservazione documentale nella costruzione della memoria di una comunità. Nel contesto attuale, caratterizzato da una rapida transizione verso il digitale, la salvaguardia di banche dati, fotografie e atti elettronici richiede un aggiornamento costante delle competenze tecniche per evitare la dispersione delle informazioni. Parallelamente, strumenti come il Portale Antenati del Ministero della Cultura consentono un accesso capillare ai registri di stato civile, agevolando la ricerca genealogica e la ricostruzione dell’identità storica legata all’emigrazione. Accanto al patrimonio pubblico, si riafferma il valore degli archivi ecclesiastici nel tramandare le vicende della quotidianità locale e delle persone comuni. La corretta gestione di tali documenti garantisce il diritto alla conoscenza, supportando la ricerca storica e tutelando la democrazia attraverso la comprensione documentata del passato.

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La sfida della conservazione tra digitale e identità familiare

La Giornata internazionale degli Archivi che si celebra oggi, promossa dall’International Council on Archives e legata alla fondazione dell’ICA su spinta dell’Unesco, ha la finalità di ricordare come una comunità ha memoria di sé anche attraverso i documenti che sceglie di ordinare e rendere accessibili: nel periodo storico in cui stiamo vivendo questa responsabilità è diventata ancora più importante perché la memoria oggi viene coltivata all’interno di archivi informatici e banche dati, fotografie digitali e atti amministrativi redatti in formato elettronico, che rischiano di essere dimenticati con la stessa velocità impiegata per realizzarli. La digitalizzazione ha aperto possibilità enormi perché consente di consultare rapidamente materiali un tempo raggiungibili solo entrando fisicamente all’interno di un archivio o di una biblioteca… però richiede nuove competenze e nuovi strumenti per stare al passo con le innovazioni tecnologiche e le nuove piattaforme di comunicazione sociale. In Italia è stato istituito il Portale Antenati del Ministero della Cultura che permette di consultare online una quantità elevata di registri dello stato civile conservati negli Archivi di Stato: si tratta di atti di nascita, di morte, di matrimonio…carte…che, però, raccontano la storia di famiglie e di interi paesi, di uomini e di donne che sono partiti per vivere la propria vita altrove e che magari sono anche ritornati…è il passato di intere generazioni che hanno attraversato la povertà e le guerre, che hanno lavorato e costruito la nostra Patria. Per gli eredi dei tantissimi italiani emigrati, ritrovare un atto significa ricomporre una parte della propria identità.

Gli archivi ecclesiastici e la garanzia del diritto di sapere

Appare naturale, quindi, evidenziare, accanto agli archivi pubblici, anche l’importanza degli archivi ecclesiastici, fatti di registri parrocchiali e atti di battesimo, visite pastorali e documenti diocesani che raccontano sia la vita religiosa che quella sociale di ogni singolo territorio e, quindi, la vita quotidiana di borghi e quartieri che spesso non trova spazio nei grandi libri di storia: questi documenti inoltre tramandano la memoria delle persone semplici che hanno vissuto il proprio tempo con pienezza sebbene abbiano lasciato poche tracce di sé. La Giornata degli Archivi diventa espressione anche del delicato tema del diritto di sapere perché gli archivi permettono di studiare e di verificare, di controllare e di ricostruire responsabilità e meriti sia individuali che collettivi: una società che custodisce male i propri documenti impedisce ai cittadini di acquisire consapevolezza delle vicende del passato e di comprendere le decisioni del presente imparando dalla storia. La tutela degli archivi, tuttavia, riguarda certamente la ricerca storica ma anche la promozione della democrazia: rendere possibile l’accesso alle fonti, protegge la memoria comune e impedisce la cancellazione di tutto ciò che merita di essere conosciuto e ricordato. La Giornata di oggi, quindi, diventa un invito a guardare agli archivi come luoghi in cui presente e passato si incontrano per costruire il futuro: custodire con cura e consultare con competenza gli archivi, in un periodo in cui notizie e informazioni vengono prodotte e veicolate senza sosta, significa impedire che la storia fugga via senza lasciare memoria di sé.

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