Ai Overview: Un recente rapporto dell’UNFPA evidenzia come, a livello globale, una persona su cinque in età riproduttiva rinunci ad avere figli pur desiderandoli, a causa di fattori economici e incertezze sul futuro. In Italia la situazione risulta particolarmente critica, con un costante calo delle nascite e un invecchiamento della popolazione arginato solo in parte dai flussi migratori. Il tema è stato affrontato anche da Papa Leone XIV, che ha indicato nella solitudine una delle cause della denatalità, richiamando la necessità di politiche sussidiarie. Nel frattempo, il divario demografico mondiale si allarga, evidenziando il contrasto tra il calo degli abitanti in Europa e la forte crescita dell’Africa subsahariana, un’area però segnata da gravi carenze sanitarie e urgenze umanitarie.
Il divario tra desiderio e realtà nel rapporto UNFPA
Una persona su cinque in età riproduttiva, nel mondo, prevede di non avere i figli, eppure li desidera: il dato emerge dall’ultimo rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), The Real Fertility Crisis, basato su un’indagine condotta in quattordici Paesi. Le ragioni sono il costo legato alla crescita di un figlio, la precarietà del lavoro, il prezzo delle case, l’incertezza sul futuro. La Giornata Mondiale della Popolazione che si celebra oggi in tutto il mondo riparte quest’anno da qui: il tema scelto dall’UNFPA chiede di dare ai giovani la possibilità di costruire le famiglie che desiderano.
L’allarme demografico e l’invecchiamento in Italia
L’Italia è il caso più preoccupante in Europa: nel 2025, secondo l’ISTAT, sono nati 355mila bambini, il 3,9% in meno dell’anno precedente, il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, lontano dalla soglia di sostituzione di 2,1. Il saldo naturale segna meno 296mila unità: a impedire il calo della popolazione residente (58,9 milioni al 1° gennaio 2026) è il saldo migratorio, positivo per la stessa cifra. Gli over 65 sono il 25,1% dei residenti, i ragazzi fino a 14 anni l’11,6%: l’età mediana ha raggiunto 49,1 anni, oltre quattro in più della media UE. Le misure messe in campo dal governo (dall’Assegno unico alla decontribuzione per le madri lavoratrici, dal potenziamento degli asili nido alla Carta per i nuovi nati) finora non hanno invertito la tendenza perché la quota di 18-49enni che dichiara l’intenzione di avere un figlio è scesa dal 50,7% del 2003 al 45,3% del 2024. Secondo l’Università Cattolica, la natalità si è indebolita anche perché si è indebolita la famiglia come istituzione.
Il monito del Papa sulla solitudine e le politiche di sostegno
Il 25 maggio scorso, ricevendo in Vaticano i membri dell’Intergruppo Demografia del Parlamento europeo, Papa Leone XIV ha affrontato la questione, individuando nella «pandemia della solitudine» uno dei fattori della denatalità e ha richiamato la centralità della famiglia, «prima e insostituibile scuola di socialità» secondo la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Il pontefice americano ha chiesto che si applichi il principio di sussidiarietà per evitare «i due estremi dell’intervento statale eccessivo e dell’individualismo», e ha concluso: «Solo una nuova ventata di primavera potrà trasformare il freddo invernale delle nostre popolazioni che invecchiano!» Il discorso è passato in parte inosservato: quello stesso giorno il Papa presentava la sua prima enciclica, Magnifica humanitas.
Le dinamiche mondiali tra Europa in calo e Africa in crescita
Lo sguardo si allarga al di là dell’Europa, che secondo le proiezioni Eurostat perderà 53 milioni di abitanti entro il 2100, mentre dall’altra parte del Mediterraneo, l’Africa subsahariana cresce con un tasso di fecondità di 4,2 figli per donna e potrebbe ospitare 3,8 miliardi di persone a fine secolo. La crescita si accompagna però a fragilità gravi: a livello globale mancano quasi un milione di ostetriche, e il continente africano concentra la metà di quel vuoto, l’UNFPA stima che nel 2026 oltre 7,7 milioni di donne incinte avranno bisogno di assistenza umanitaria in 41 Paesi segnati da conflitti.
Rispondere alla crisi tutelando la dignità umana
Leone XIV ha chiesto che «le politiche guardino alla persona umana nella sua interezza e promuovano sempre la dignità degli esseri umani», da prospettive diverse, il magistero e i dati delle Nazioni Unite convergono su un punto: la crisi demografica si affronta rendendo concretamente possibile ciò che milioni di persone già vogliono.













