La proposta di Paola Serranò: «Una sede comunale per i medici»

«Raccogliendo l’appello di “Comunità competente”, rivolgo l’invito al Sindaco Falcomatà e al suo esecutivo, di mettere a disposizione dei Medici di Medicina generale, la sede dell’Osservatorio Comunale dei bisogni socio sanitari collocata presso l’ex Circoscrizione di Tremulini, per l’esecuzione dei tamponi rapidi per il COVID 19», questa la proposta della dottoressa Paola Serranò, ex consigliera comunale, che prosegue: «L’Osservatorio è stato istituito dal precedente Consiglio Comunale nel 2018, su proposta della Commissione Consiliare politiche sociali, e collocato presso la sede decentrata di Tremulini perché strategicamente vicina alle principali strutture sanitarie pubbliche e private presenti in Città. È facilmente accessibile, immediatamente fruibile, arredato, provvisto di rete telefonica ed accesso internet, composto di tre vani e un front office provvisto  di lasta di vetro protettiva. L’Osservatorio – aggiunge Paola Serranò – è nato per essere il luogo di ascolto del Comune di Reggio Calabria dei bisogni di salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili, con l’obiettivo di  divenire  un nodo funzionale della rete socio sanitaria presente sul territorio comunale.  Quale migliore occasione di questa, per dare da subito, una sede ai medici di famiglia per l’effettuazione dei tamponi rapidi per il tracciamento dei contagi. Adesso che i loro rappresentanti sindacali hanno finalmente siglato un importante accordo che oltre a soddisfare il bisogno contingente, rappresenta il primo vero segnale di apertura della nostra Sanità regionale alla Medicina di prossimità. L’attuale emergenza pandemica in tale ottica, sta rappresentando paradossalmente, una straordinaria opportunità per adeguare l’offerta sanitaria ai reali bisogni dei cittadini. Le criticità ravvisate ormai inconfutabili della sanità locale, non possono non interpellare le amministrazioni comunali che per le innumerevoli priorità da affrontare, hanno spesso delegato alle aziende sanitarie pubbliche la tutela della salute della propria comunità. Soddisfare oggi questa richiesta urgente, di fatto, rafforza la propria autonomia di ente locale e richiama alla responsabilità chi ha disatteso i propri compiti istituzionali. Mettere a disposizione la sede dell’Osservatorio è a mio giudizio – conclude Paola Serranò – un segnale di disponibilità a costruire ponti verso i servizi sanitari territoriali, a promuovere il lavoro di gruppo incominciando dai medici di famiglia primo filtro della sanità di prossimità. È un segnale che può migliorare la relazione comunicativa tra il cittadino e i Servizi territoriali  e la qualità delle risposte assistenziali che la città si aspetta».

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