La partecipazione di monsignor Salvatore Santoro alla trasmissione “In Cammino” su Tv2000 ha offerto l’occasione per presentare l’attività della Scuola Biblica Paolina dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. Durante il dialogo con il conduttore Enrico Selleri, è emersa la volontà della Chiesa locale di riscoprire la propria identità storica e spirituale, legata indissolubilmente alla figura dell’Apostolo delle genti. Il progetto, nato dalla visione dell’arcivescovo Fortunato Morrone, si propone non come un’accademia specialistica, ma come uno spazio di formazione aperto, dove il testo sacro diventa una lente per interpretare le sfide del tempo presente e le domande di senso della società contemporanea.
L’identità paolina della Chiesa reggina e bovese
La relazione tra la Sacra Scrittura e la cultura contemporanea è stata al centro della puntata di “In Cammino”, trasmessa lo scorso 27 gennaio su Tv2000. Il rotocalco condotto da Enrico Selleri ha acceso i riflettori su due esperienze diocesane italiane capaci di tradurre la Bibbia in percorsi di attualità e divulgazione. Tra i protagonisti della serata vi è stato monsignor Salvatore Santoro, intervenuto per raccontare il cammino della Scuola Biblica Paolina dell’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova. L’intervento ha permesso di ripercorrere la genesi di questo progetto formativo, nato da una precisa intuizione dell’arcivescovo Fortunato Morrone nell’agosto del 2023.
L’obiettivo primario – come raccontato da monsignor Santoro – non era creare un’accademia per addetti ai lavori, quanto piuttosto interrogarsi sull’identità profonda della Chiesa locale. Monsignor Santoro ha ricordato come la comunità reggina e bovese sia «di fondazione paolina», un dato storico e spirituale che il Libro degli Atti conferma, ma che necessita di essere riscoperto. Da qui la domanda fondamentale posta dal presule all’inizio di questo percorso: «Cosa sa la gente di Reggio, la Diocesi di Reggio, ma anche la città di Reggio, di questo imprinting paolino che noi abbiamo?».
Il paradigma di Paolo tra fede e vita
La risposta si è concretizzata nel settembre 2024 con l’avvio ufficiale delle attività, tenuto a battesimo dal cardinale Tolentino de Mendonça. Durante la trasmissione, il biblista reggino ha chiarito che la missione affidata dal vescovo è quella di studiare e riproporre il «paradigma Paolo», ovvero «il modo con cui attraverso Paolo la fede può intersecare la vita e la vita lasciarsi provocare dalle domande significative della fede». Si tratta, quindi, di un’occasione, intesa in senso latino, per ritrovarsi e fare esercizio di sinodalità: l’approccio scelto predilige lo stile narrativo, poiché, come sottolineato durante la diretta, «se la Bibbia entra nella storia, cioè nella vita, e la vita si fa leggere dalla Scrittura, è più facile trovare le risposte alle grandi domande di senso».
Nuove iniziative e dialogo culturale
Guardando al presente e al futuro prossimo, l’offerta formativa si è ampliata quest’anno con l’iniziativa “Quattro passi con Paolo”, che coinvolge alcune parrocchie pilota, e con una specifica attenzione verso le nuove generazioni. L’arcidiocesi sta elaborando un progetto con l’Ufficio di Pastorale Giovanile per permettere ai ragazzi di confrontarsi con alcune parole chiave dell’Apostolo, come la libertà o il perdono, temi che un giovane «sente anche come suoi nel proprio patrimonio e nel proprio vissuto personale». A questo si affianca una proposta di alto profilo culturale: un convegno previsto per fine settembre presso l’Università di Reggio Calabria, intitolato «Paolo crocevia di popoli e fede, da stranieri a concittadini». L’evento vedrà il coinvolgimento di docenti di atenei laici, italiani ed esteri, per esplorare la figura di San Paolo come materia di dialogo culturale non necessariamente confessionale.
La partecipazione televisiva ha offerto l’opportunità di ribadire che il rapporto del credente con il testo sacro deve evolversi in un incontro vivo, monsignor Santoro ha concluso il suo intervento ricordando che non seguiamo «un libro in quanto libro», poiché la nostra fede si fonda sull’incontro con un volto. Questa prospettiva, che unisce fedeltà al testo biblico e apertura al mondo contemporaneo, conferma la volontà della Chiesa reggina di abitare il tempo presente, offrendo strumenti di lettura della realtà capaci di generare una «dialogicità interessata» tra Vangelo e società.













