Avvenire di Calabria

Clamorosa assoluzione nei confronti dell'ex governatore della Calabria che era accusato di abuso d'ufficio e corruzione dalla Procura coordinata da Nicola Gratteri

Lande Desolate, assolto Oliverio perché «il fatto non sussiste»

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Assolto perché «il fatto non sussiste». Con questa formula il gup Giulio De Gregoio si è pronunciato nei confronti dell’ex governatore della Calabria, Mario Oliverio nell’ambito del processo con rito abbreviato “Lande desolate” che vede Oliverio, difeso dagli avvocati Enzo Belvedere e Armando Veneto, accusato di abuso d’ufficio e corruzione. Nel 2018 la DDA aveva chiesto la condanna a quattro anni e otto mesi di reclusione per anomalie riscontrate nella realizzazione di tre opere pubbliche: l’aviosuperficie di Scalea e l’ovovia di Lorica, queste due mai completate, e il restyling di Piazza Bilotti a Cosenza. All’ex governatore fu applicata dalla misura cautelare dell’obbligo di dimora confermata dal Tribunale della Libertà di Catanzaro e annullata invece dalla Corte di Cassazione, che parlò di «pregiudizio accusatorio».

La sentenza del gup del Tribunale di Catanzaro ha assolto anche Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio, con i quali, secondo le accuse, Oliverio avrebbe raggiunto un accordo per rallentare i lavori di piazza Bilotti per danneggiare politicamente il sindaco Mario Occhiuto. Assoluzione anche per la dirigente regionale Paola Rizzo, che aveva chiesto il rito abbreviato. Rinviati a giudizio gli altri sette indagati che hanno scelto il rito ordinario. Le loro posizioni si discuteranno il prossimo 7 ottobre.

Articoli Correlati