Avvenire di Calabria

Per capire fino a che punto le fake news stravolgano la realtà partendo da dati reali, abbiamo chiesto a una delle giovani colleghe del Piria di redigere una bufala

L’esercitazione. «Deviare» la realtà per profitto politico

Redazione Web

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di Serena Porcino * - Durante la settimana dello studente, l’11 febbraio 2019, gli alunni dell’Istituto tecnico economico Raffaele Piria hanno incontrato il giornalista Francesco Creazzo affrontando tematiche attuali attraverso un dibattito. Il tutto ha avuto luogo in uno dei laboratori creativi della sede scolastica. Il giornalista ha dato inizio al suo discorso con la propria presentazione per poi passare successivamente ad insinuare nelle giovani menti dei ragazzi, ancora minorenni, quelli che sono i suoi ideali. Creazzo ha fatto chiaramente intendere che ambisce ad un mondo privo di immigrazione, ripudiando quello che oggi accade e accusando gli immigrati come portatori di malaria. Per provare queste sue ipotesi egli rievoca avvenimenti storici come la peste del 1300, con la quale si narra la presenza dei cosiddetti “untori”, ovvero avvelenatori di pozzi e diffusori la malattia. Egli dunque eguaglia gli untori agli immigrati, giudicandoli delinquenti senza manette e causa di molti crimini tra cui gli abusi sessuali, lo spaccio di droga, il terrorismo.

Successivamente il discorso dirotta sul tipo di utenti che utilizzano le piattaforme sociali come ad esempio Facebook e Twitter, si parla in particolare della presenza di persone superiori ai quarant’anni. Egli afferma che tali soggetti sono come pistole che sparano pallottole di falsità, diffondendo in rete notizie tutt’altro che vere, e diventando così il veleno dei giovani poiché impartiscono tali notizie. Creazzo etichetta questi antagonisti come ignoranti, incapaci di utilizzare la tecnologia moderna e come strumenti dannosi per la collettività, approvando l’idea che si limitino solamente a usare elettrodomestici e a leggere riviste o giornali.

Critica inoltre i ragazzi, dichiarando che essi sono attualmente incapaci di distinguere il giusto dal falso, facendoli sentire inferiori e scaturendo in loro un senso di inferiorità. Al termine del dibattito i ragazzi, rimasti da tempo senza parole, hanno abbandonato l’Istituto, sbigottiti dalle affermazioni del presunto giornalista cattolico Francesco Creazzo.

* IV, istituto Piria

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