Liberi di scegliere: una bella, contagiosa testimonianza

La riflessione del prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, in occasione della proiezione della fiction

Un altro tassello nei tanti percorsi di crescita culturale contro la ndrangheta è stato saldamente posto nell’Aula dei Gruppi parlamentari , alla presenza del presidente della Camera Fico , del presidente della commissione antimafia e del procuratore nazionale antimafia De Raho, del procuratore distrettuale Bombardieri e di numerosi magistrati del distretto reggino. È stato presentato il film “Liberi di Scegliere”, una coproduzione Rai-Fiction- Bibi Film TV.

 

Una sfida ardita che da anni il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, presieduto da Roberto Di Bella, ha affrontato con lungimiranza, cercando di sottrarre alla potestà genitoriale, pur in assenza di specifiche disposizioni legislative, i figli di conclamati ndranghetisti da un destino segnato da violenza, sopraffazione, furia omicidiaria.

 

Sembrava impossibile provocare una cesura nella linea di successione tra padre e figli per contendere la forza primaziale del capo famiglia come pure entrare negli interstizi di esistenze che perpetuano i medesimi modelli educativi capaci esclusivamente di costruire un antistato permanente.

 

Per la prima volta, in questo antistato si è insinuata un’iniziativa giudiziaria che come una trivella si è imposta per sgretolare le granitiche relazioni intranee ad ogni famiglia ndranghetista dove  matrimoni e gerarchie sono rigidamente predeterminati.

 
 

Un film in cui  la libertà di un minorenne viene colorata di speranze e di un futuro di normalità , confermando che i vasti strumenti vigenti della legislazione antimafia sia di natura preventiva affidati ai prefetti sia quelli di natura repressiva conferiti all’’autorità giudiziaria possono davvero sconfiggere la ndrangheta. In questa scommessa, si annida ogni miseria umana che viene emendata da un itinerario non soltanto di riscatto , ma di una vera e propria conversione laica.

 

La rabbia e la progressiva lontananza dagli stereotipi di violenza conosciuti sin dall’infanzia fanno di questo minorenne un’icona in grado di impartire una robusta lezione di vita. “La tristezza di chi soffrendo ingiustamente è meglio della gioia di chi ha commesso iniquità”, affermava Sant’Agostino .
Quanta tristezza nei volti di tanti ragazzi ai quali lo Stato fornisce una concreta possibilità che questo minorenne ha saputo cogliere per tempo e prima della catastrofe. Una bella, contagiosa testimonianza.

 
* Prefetto di Reggio Calabria

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