Il settore dell’intelligenza artificiale registra una variazione negli equilibri di mercato: la start-up Anthropic ha raggiunto una valutazione di 965 miliardi di dollari, superando la società concorrente OpenAI. Questo dato coincide con il rilascio del nuovo modello linguistico Claude Opus 4.8, caratterizzato da specifiche funzionalità di analisi e da una maggiore attenzione alla segnalazione delle incertezze. Nel panorama tecnologico generale si rilevano anche i futuri aggiornamenti di Apple, che prevede di rinnovare l’assistente vocale Siri integrandolo con la tecnologia Gemini. Sul piano occupazionale, le analisi di settore evidenziano un aumento della produttività nello sviluppo software, ma con un marcato divario tra i programmatori. Infine, prosegue il contenzioso legale sui diritti d’autore, con l’azione intrapresa dalla rete televisiva CNN contro la piattaforma Perplexity per l’utilizzo non autorizzato dei propri contenuti editoriali.
Il sorpasso finanziario e l’aggiornamento del modello
C’era una volta una start-up nata nel 2021 da un gruppo di ex ingegneri di OpenAI, convinti che l’intelligenza artificiale andasse sviluppata con un approccio più prudente…quella start-up si chiama Anthropic e, oggi, ha raggiunto una valutazione di 965 miliardi di dollari, superando proprio OpenAI. La notizia è arrivata giovedì scorso, proprio lo stesso giorno in cui l’azienda fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei ha lanciato Claude Opus 4.8, l’ultimo aggiornamento del suo modello di punta. La raccolta fondi, un round da 65 miliardi di dollari guidato da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital, ha quasi triplicato la valutazione che Anthropic aveva a febbraio, quando era stimata “appena” 380 miliardi. OpenAI, la società che ha creato ChatGPT, si era fermata a 852 miliardi nell’ultimo round di marzo. Il nuovo Opus 4.8 costa quanto il modello precedente e supera i concorrenti GPT-5.5 e Gemini 3.1 Pro nella maggior parte dei test, in particolare nel coding, nell’analisi finanziaria e nel ragionamento complesso…un aspetto interessante riguarda l’onestà del modello: secondo i primi test, Opus 4.8 tende a segnalare le proprie incertezze anziché fornire risposte non verificate, un tratto che lo distingue dai modelli rivali. Anthropic, inoltre, ha promesso il rilascio nelle prossime settimane di un modello ancora più avanzato, chiamato Mythos, finora accessibile soltanto a un ristretto numero di organizzazioni per ragioni di sicurezza.
I prossimi aggiornamenti previsti per Siri
Anche Apple prova a recuperare terreno nel settore Ai: secondo Bloomberg, la versione di Siri rinnovata sarà presto disponibile all’interno della Dynamic Island (l’area interattiva nella parte superiore dello schermo degli iPhone più recenti) e offrirà un’esperienza simile a quella di ChatGPT, con conversazioni prolungate, ricerche web intelligenti e integrerà la possibilità di indirizzare le domande a modelli di intelligenza artificiale esterni. L’assistente, riprogrammato sulla base della tecnologia Gemini di Google, dovrebbe essere presentato alla conferenza annuale per sviluppatori il prossimo 8 giugno e il rilascio è previsto in autunno, certamente è un tasto delicato per il futuro amministratore delegato John Ternus, che dal 1° settembre prenderà il posto di Tim Cook: Apple ha promesso funzioni di intelligenza artificiale già dal 2024, poi, però, le ha rimandate ripetutamente.
L’impatto degli strumenti automatici sulla produttività
Sul fronte della produttività, un rapporto pubblicato da Cursor, un popolare editor di codice assistito dall’intelligenza artificiale, rivela che la quantità media di codice scritto da ogni sviluppatore è più che raddoppiata negli ultimi diciotto mesi. Tuttavia, il vantaggio è concentrato in un gruppo ristretto: l’1% più produttivo degli sviluppatori genera 46 volte più codice rispetto alla media e il divario, nota il rapporto, si allarga ogni mese…questo dato fa capire come i benefici dell’avvento dell’Ai siano piuttosto circoscritti a un gruppo piuttosto ristretto di persone (e di aziende).
La causa sul diritto d’autore e i costi gestionali
Segnaliamo velocemente le altre notizie del weekend: la CNN ha citato in giudizio la piattaforma di ricerca Perplexity, accusandola di aver copiato oltre 17.000 articoli, foto e video senza autorizzazione. È la prima causa intentata da un’emittente televisiva contro un’azienda di intelligenza artificiale per violazione del diritto d’autore, e si aggiunge alle azioni legali già avviate dal New York Times e dal Wall Street Journal. Infine, secondo Axios, un consulente ha rivelato che un suo cliente ha speso per errore quasi 500 milioni di dollari in un solo mese per l’uso di Claude: nessuno aveva impostato limiti di utilizzo sugli account dei dipendenti.













