L’invito del procuratore Musolino alla politica: «I clan si sconfiggono affrontando i problemi reali del territorio»

Dalla Commissione comunale Affari istituzionali, un richiamo a un dibattito autentico e a un impegno concreto contro la pervasività della ’ndrangheta

Nel corso della seduta della Seconda Commissione consiliare Affari istituzionali dedicata all’istituzione della Consulta comunale per la Legalità, l’audizione del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Stefano Musolino ha offerto spunti di riflessione significativi sul ruolo della politica, della società civile e delle istituzioni nella lotta alla ’ndrangheta.

Il richiamo di Musolino alla politica

Pur non esprimendosi sul merito della proposta, ma apprezzandone comunque l’idea di fondo, Musolino si è soffermato sulle responsabilità della politica rispetto alle dinamiche sociali e culturali che devono a suo parere costituire il fondamento del contrasto alla ’ndrangheta, portando il tema nel dibattito pubblico ma non in maniera stereotipata. «Occorre che la politica – ha sottolineato Musolino – si assuma la responsabilità di affrontare i problemi concreti che riguardano la risposta reale della città non solo agli interventi repressivi delle forze dell’ordine e dell’Autorità giudiziaria, ma anche rispetto al modo in cui le istituzioni e la società accompagnano o meno il reinserimento sociale di chi viene fuori da esperienze di criminalità organizzata».



Dall’intervento del magistrato è emersa dunque la necessità di dare vita a un dibattito culturale che provi ad indagare a fondo nel tessuto sociale per comprendere se e perché una comunità non sia in grado di offrire un’alternativa, che induca insomma a capire come determinati fenomeni mafiosi possano concretizzarsi con medesime dinamiche anche dopo anni di azioni repressive da parte dello Stato.


PER APPROFONDIRE: ’Ndrangheta, il “ritorno” dei Piromalli a Gioia Tauro e il territorio chiamato a reagire


Da qui l’auspicio del procuratore aggiunto di Reggio Calabria: che la politica riesca a dar vita, più che a dichiarazioni di circostanza, a un dibattito libero e consapevole sui fenomeni sociali e culturali finora rimasti a margine del discorso pubblico sul contrasto alla pervasività della ‘ndrangheta.

Le voci della società civile

Alla seduta della Commissione ha preso parte anche il gesuita padre Sergio Sala del movimento Reggio non tace, che ha evidenziato la necessità di un lavoro comune tra associazioni e istituzioni. Il sacerdote ha richiamato l’attenzione sul fenomeno delle prevaricazioni che nascono già in ambito scolastico e ha incoraggiato a coinvolgere i piccoli imprenditori e gli artigiani locali disposti a favorire percorsi formativi per giovani provenienti da contesti difficili.

Durante i lavori si è registrato anche l’intervento dei vertici dell’Amministrazione comunale, che hanno ribadito il sostegno al percorso partecipativo avviato dalla Commissione.

Un percorso istituzionale in evoluzione

La Seconda Commissione, presieduta dall’organismo consiliare dedicato ad affari istituzionali, città metropolitana, decentramento, enti partecipati, sicurezza e legalità, ha già ospitato in precedenti sedute le audizioni del referente regionale di Libera, Giuseppe Borrello, del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Paolo Brunetti – intervenuto dopo l’atto intimidatorio registrato al cantiere dell’ex Cinema Orchidea – e della giornalista Elisa Barresi.



Nelle prossime riunioni saranno ascoltati anche i referenti delle associazioni datoriali, prima di procedere alla votazione della proposta al Consiglio comunale di modifica del Regolamento di attuazione degli Istituti di partecipazione popolare, in relazione all’istituzione della Consulta per la Legalità.

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