“Parole che vivono”, volti e persone diventano Vangelo

Il volume è impreziosito dalla prefazione dell’arcivescovo ausiliare di Messina, monsignor Cesare Di Pietro

Completa la trilogia della “Parola”, l’ultimo libro del biblista e sacerdote reggino, don Tonino Sgrò, pubblicato recentemente per i caratteri di “Tau Editrice”. Un raccolta di commenti ai Vangeli proposti con una chiave di lettura originale.

Parole che vivono, l’ultimo libro di don Tonino Sgrò

È stato da poco dato alle stampe “Parole che si vivono”, l’ultima fatica letteraria di don Tonino Sgrò. Si tratta di una raccolta di commenti esegetico-spirituali ai Vangeli della Domenica dell’Anno A che l’autore ha scritto per il settimanale “Avvenire di Calabria” per il quale ha curato, fino a qualche anno fa, la rubrica: “Il Vangelo della Domenica”.


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Già autore di altri testi sulla “Parola”, don Tonino, oltre ad essere parroco della parrocchia di San Domenico, è anche direttore dell’Istituto Teologico Pio XI di Reggio Calabria e Assistente diocesano dell’Azione cattolica. “Parole che si vivono” è l’ultimo dei tre commenti ai Vangeli della domenica che l’autore ha scritto per i tre anni liturgici. Ognuno dei testi è accompagnato da una diversa modalità espressiva che impreziosisce i commenti: immagini (“Parole che si vedono”), poesie (“Parole che si cantano”) e storie nell’ultimo volume.

L’autore «ci trasmette quanto egli stesso ha comunicato in primo luogo ai fedeli affidati alle sue cure nelle omelie», scrive nella prefazione l’arcivescovo ausiliare di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, monsignor Cesare Di Pietro.

Quest’ultimo volume è corredato da testimonianze che il sacerdote ha incontrato durante i suoi 17 anni di ministero pastorale, ma anche negli anni giovanili e della maturazione della sua vocazione. Storie che parlano di tante persone, ma anche di don Tonino.


PER APPROFONDIRE: Vangelo e poesia, presentato il nuovo libro di don Tonino Sgrò e Giovanna Monorchio


«Tanti frammenti dell’unico volto di Dio che l’autore – ancora il presule messinese – ha scelto di condividere, consegnando a fratelli e figli quanto di più prezioso ricevuto dalla bontà di Dio, con l’auspicio che possa aiutare a pensare, accendere un desiderio, intercedere per situazioni di sofferenza simili».

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