L’Università Pontificia Salesiana inaugura una nuova stagione accademica strutturando una risposta formativa organica alle sfide della riforma del Terzo settore. Attraverso la sigla di un protocollo d’intesa con l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, l’ateneo ha dato vita a un ecosistema che coinvolge notai, reti di volontariato e istituti bancari. L’obiettivo è la creazione di un polo di alta specializzazione capace di coniugare la solida base antropologica e valoriale tipica del carisma salesiano con le più rigorose competenze tecniche in ambito giuridico, economico e statistico. I nuovi percorsi di Baccalaureato e Licenza mirano così a formare una classe dirigente preparata alla gestione manageriale dell’economia sociale, garantendo agli studenti un accesso diretto alla pratica professionale attraverso tirocini mirati e collaborazioni istituzionali di alto profilo.
L’accordo quadro e le alleanze strategiche
L’Università Pontificia Salesiana inaugura una nuova stagione formativa sancendo un patto operativo con le principali realtà professionali e istituzionali del Paese, mettendo in campo una rete di alleanze strategiche di primo piano. A dare spessore al progetto accademico è anzitutto l’Accordo Quadro firmato con l’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (ADC), insieme alla Fondazione ADC Scuola di Formazione e alla Fondazione ADC ETS. Questa sinergia, volta a «promuovere la formazione e la specializzazione dei dottori commercialisti nell’ambito del Terzo Settore e dell’Economia sociale», si inserisce in un partenariato ancora più ampio che coinvolge attori di primo piano quali il Consiglio Nazionale del Notariato, Intesa Sanpaolo, CSVnet, Terzjus, FISM, ANPIT e l’Associazione Nazionale Consulenti Tributari. Tale ecosistema garantisce un ancoraggio diretto al mercato del lavoro e alle dinamiche reali del non profit.
Il piano di studi tra etica ed economia
Il cuore pulsante dell’iniziativa risiede nella struttura curricolare del Baccalaureato in Management e Diritto degli Enti del Terzo settore e dell’economia sociale, un percorso triennale disegnato per fornire una preparazione multidisciplinare rigorosa. Il piano di studi si articola su diverse aree disciplinari che dialogano costantemente tra loro: l’area umanistico-etica, fondamentale per l’identità dell’ateneo, offre insegnamenti come Filosofia della relazione e del dialogo, Elementi di antropologia filosofica e Dottrina sociale della Chiesa, mirati a radicare le competenze tecniche in una visione antropologica solida. Parallelamente, l’area economica introduce lo studente alla comprensione dei sistemi macro attraverso corsi di Economia civile, Economia politica e Economia circolare e della sostenibilità ambientale e sociale, fornendo le chiavi di lettura per interpretare i nuovi paradigmi dello sviluppo sostenibile.
Competenze tecniche e specializzazione magistrale
La spina dorsale del corso è rappresentata dall’area aziendale e giuridica, dove la formazione si fa estremamente tecnica e operativa. Qui il curricolo prevede approfondimenti specifici su Economia e gestione degli enti non profit e del Terzo settore, Finanza etica per lo sviluppo sociale e Bilancio e rendicontazione degli enti del Terzo settore. Non mancano moduli dedicati alla sostenibilità futura delle organizzazioni, come Marketing sociale e fund raising e Bilancio sociale e valutazione di impatto. Sul fronte del diritto, lo studente acquisisce competenze trasversali che vanno dal Diritto pubblico e Diritto privato del Terzo settore fino a materie specialistiche quali il Diritto tributario del Terzo settore e il Diritto amministrativo del Terzo settore, essenziali per navigare la complessa normativa fiscale e amministrativa vigente. A completare il quadro, l’area statistico-matematica fornisce gli strumenti di analisi quantitativa necessari per il monitoraggio e la pianificazione, con corsi di Statistica descrittiva, Statistica inferenziale e Statistica economica. Per chi intende proseguire verso ruoli dirigenziali apicali, la Licenza in Etica, economia e diritto del Terzo settore rappresenta il naturale sbocco magistrale. Questo secondo ciclo approfondisce ulteriormente le tematiche gestionali e strategiche, introducendo insegnamenti avanzati come Politiche fiscali della sussidiarietà e del Terzo settore, Organizzazione e governance degli Enti del Terzo settore e Strumenti di finanza etica e solidale.
Tirocini formativi e prospettive professionali
Il percorso si arricchisce di specializzazioni che permettono di focalizzare gli studi su ambiti specifici, quali la Cooperazione allo sviluppo o le Scienze delle organizzazioni sociali. In questo contesto, lo studente affronta materie di respiro internazionale e sociologico, tra cui Diritto europeo del Terzo Settore e della cooperazione, Politiche di welfare e Terzo settore e Economia dell’innovazione sostenibile e dell’impatto sociale delle attività produttive. L’intero impianto didattico è sostenuto da una forte componente esperienziale, il piano di studi prevede infatti un massiccio investimento in tirocini formativi, per un totale di 18 ECTS nel triennio e ulteriori crediti nel biennio di specializzazione. Gli studenti hanno l’opportunità di svolgere praticantati mirati, come il Tirocinio di progettazione sociale e fund raising, il Tirocinio di amministrazione e rendicontazione o quello in comunicazione e marketing, operando direttamente all’interno delle realtà partner. Questa scelta metodologica trasforma l’aula universitaria in un laboratorio permanente, dove la teoria appresa nei corsi di Sistemi di controllo di gestione o Diritto del lavoro e dei rapporti di volontariato trova immediata applicazione pratica. Oggi il Terzo settore richiede standard di efficienza sempre più elevati, così la risposta dell’Università Pontificia Salesiana costruisce un ponte strutturale con chi opera quotidianamente sul campo: la scelta di coinvolgere notai, commercialisti, istituti bancari e reti di volontariato nella definizione del perimetro formativo, unita a un curricolo che spazia dalla filosofia politica alla statistica economica, certifica la volontà di restituire al Paese dirigenti preparati, capaci di interpretare la riforma normativa non come un semplice adempimento burocratico, ma come una concreta opportunità di sviluppo per l’intera economia sociale.













