Ai Overview: Il 3 ottobre le parrocchie della Zona pastorale Aspromonte-Catona-Gallico si sono riunite sul sagrato della Cattedrale Maria SS. Assunta di Reggio Calabria per l’annuale pellegrinaggio mariano. Guidati dal vicario don Angelo Battaglia, i partecipanti hanno tracciato un bilancio del cammino fatto, evidenziando aspetti positivi come le recenti ordinazioni, i momenti di preghiera condivisi e l’impegno formativo, pur riconoscendo le difficoltà legate all’isolamento territoriale e al distacco delle nuove generazioni. In attesa delle disposizioni dell’arcivescovo Fortunato Morrone, clero e fedeli si preparano a vivere i prossimi mesi all’insegna della collaborazione e dell’apertura reciproca, prendendo spunto dalla parabola evangelica dei vignaioli.
L’inizio dell’anno pastorale e il bilancio del vicario
Il 3 ottobre, il sagrato della Cattedrale Maria SS. Assunta si è popolato dei volti e dei passi della zona pastorale Aspromonte-Catona-Gallico. Sacerdoti, diaconi, ministri e fedeli si sono ritrovati insieme per il consueto pellegrinaggio mariano che segna l’inizio del nuovo anno pastorale; hanno attraversato la soglia della Chiesa Madre di Reggio Calabria portando in dono il cammino compiuto e per affidare quello che sta per iniziare. Negli sguardi dei pellegrini si legge la storia viva delle comunità: le energie e i punti di forza, ma anche le fragilità tipiche della nostra condizione umana. Ad aprire la celebrazione è stato il vicario di zona, don Angelo Battaglia. Presentando le parrocchie di cui coordina l’attività pastorale, don Angelo ha rivolto un saluto corale a nome di realtà che «vogliono sentirsi un solo popolo convocato dal Signore», portando all’altare le gioie, le attese e le fatiche quotidiane. Presentando il bilancio del percorso dell’anno, risuonano segni di speranza: la grazia dell’ ordinazione sacerdotale di Don Santo Federico, le ordinazioni diaconali di Don Domenico Marcianò e a, breve, quella di Vincenzo Foti, che arricchiscono la diocesi con figli di questa terra; la rilettura della lettera pastorale “Passiamo all’altra riva”; l’esperienza condivisa della Via Crucis zonale e della Marcia della Pace; i momenti dedicati alla formazione paolina; le esperienze dei giovani con l’ufficio di pastorale giovanile, gli intensi momenti di preghiera e di adorazione eucaristica, il coordinamento con il Santuario della Madonna della Grazia e gli Uffici Diocesani. Sforzi comuni che testimoniano una Chiesa viva, sorretta dal lavoro di catechisti, animatori della liturgia, operatori pastorali tutti.
Le fatiche del territorio e l’ascolto della Parola
Eppure non mancano le fatiche: l’isolamento tra realtà vicine, lo smarrimento dei giovani, la difficoltà di coinvolgere le famiglie: proprio queste spingono oggi le parrocchie a superare i confini della Chiesa di appartenenza, per affrontare le sfide del territorio insieme, e mai da soli. In attesa delle nuove linee programmatiche indicate dall’Arcivescovo Fortunato Morrone, la direzione del nuovo cammino della zona, giunge dalla Parola di Dio del giorno. Richiamando le immagini di Isaia e la parabola dei vignaioli, il Vangelo ha posto ciascuno di fronte alla propria responsabilità: «Il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti.» (Mt 21,43)
Misericordia e impegno per le sfide future
Un messaggio chiaro, ma pieno di profonda misericordia. Nonostante i nostri rifiuti, i fallimenti e gli abbandoni, il Signore non distrugge la sua vigna, non giudica il limite dell’uomo. Al contrario, scende Egli stesso nel campo e, con pazienza e tenacia, attende che maturi il frutto buono, spingendosi fino al dono totale di sé. La svolta nelle parole riportate da Matteo diventano per noi augurio: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi.»
Dalla speranza alla certezza: il Regno non è un privilegio riservato a pochi eletti. Il suo futuro è affidato alla cura, alla custodia e alla corresponsabilità di un popolo che sa uscire dai propri confini per farsi “prossimo”. Affidandoci all’intercessione della Madonna della Consolazione, si riparte verso le realtà quotidiane con uno sguardo nuovo. Il nostro incontro non lascerà semplicemente un ricordo, sarà l’inizio di una missione rinnovata dalla fiducia per compiere, giorno dopo giorno, quel sincero «investimento d’amore» capace di trasformare la fatica del terreno in frutti buoni e gene













