Avvenire di Calabria

Il parroco ha ricevuto il massimo riconoscimento della comunità civile del Basso Ionio

Marina di San Lorenzo, encomio del Commissiario Barillà a don Giovanni Zampaglione

di Olga Balzano Melodia

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Un riconoscimento che trasuda riconoscenza. È l’“encomio particolare” che il commissario prefettizio di Marina di San Lorenzo ha voluto conferire al parroco don Giovanni Zampaglione per ciò che ha fatto per la sua comunità, la parrocchia Santissima Trinità, una operosità giudicata particolarmente utile e apprezzata dunque anche dalle autorità civili. Il commissario Barillà, nella motivazione con cui ha accompagnato il riconoscimento, ha posto l’accento sull’attività del parroco soprattutto in occasione della pandemia dell’ultimo anno e in relazione ai disagi profondi che essa ha causato alla popolazione. È in questa situazione difficile, infatti, che è emersa ancor di più la capacità del sacerdote di essere vero punto di riferimento della sua parrocchia. Dove una popolazione costretta a periodi duri di isolamento e quarantena ha visto don Zampaglione attivarsi in tutti i modi per cercare di organizzare momenti di “ritorno alla vita” (nei limiti stabiliti dalle autorità sanitarie, ovviamente); per tentare di di dare assistenza anche psicologica a coloro i quali peggio hanno sopportato la condizione imposta dal maledetto virus; per fornire assistenza a quei ragazzi che trovavano difficile rapportarsi con il mondo della scuola. “In tutte queste circostanze – sottolinea il commissario prefettizio – don Zampaglione si è dimostrato conoscitore profondo della sua comunità, delle sofferenze e dei bisogni degli abitanti del territorio. Ha saputo combattere il disagio sociale, ha dato assistenza spirituale e materiale ai cittadini più in difficoltà, ha combattuto forme di violenza particolarmente odiose, come quelle legate alla differenza di genere. Per tutto questo, Barillà ha detto che il sacerdote ha conquistato la sua “stima e ammirazione”. Non è il solo. Chi conosce don Zampaglione e le sue molteplici attività non può che provare eguali sentimenti. E non può che meravigliarsi di come il sacerdote trovi energie inesauribili per essere presente nella vita della società civile in tanti modi anche inconsueti (come lo sport o la musica, ad esempio), come cerchi sempre di essere vicino agli ultimi, a chi soffre. Un prete al servizio di tutti, certo, ma ancor di più, possiamo dire, al servizio dei bisognosi: di una parole, di un soccorso materiale, di una attività che riporti socialità e dialogo, rispetto e gioia. Per tutti i sorrisi che ha saputo donare agli altri, ringraziamo anche noi don Giovanni”.

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