Masterplan Reggio Calabria: presentati gli scenari di sviluppo della città

Il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini analizza dati, opportunità e sfide per un progetto strategico di crescita sostenibile condiviso da istituzioni, cittadini e realtà territoriali

Una città che decide di guardare avanti con coraggio e responsabilità, dotandosi di uno strumento volontario ma vincolante per affrontare le trasformazioni in atto. È questa l’ambizione che ha mosso l’Amministrazione comunale di Reggio Calabria nella redazione del Masterplan, il progetto strategico “Reggio Calabria 2050”, presentato nei giorni scorsi al Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio alla presenza di istituzioni, ordini professionali, università, associazioni e cittadini.

Un percorso condiviso per rigenerare il senso di comunità

A introdurre i lavori, l’assessore Paolo Malara, delegato alla “Città sostenibile, ordinata e accessibile”, insieme all’assessore alla Programmazione Carmelo Romeo. Malara ha sottolineato come il Masterplan non sia uno strumento obbligatorio, ma una scelta politica tra le poche in Italia: «Reggio Calabria ha deciso di dotarsi di una visione sistemica a medio-lungo termine per il proprio sviluppo, coinvolgendo attivamente tutti i soggetti sociali, professionali e civili. L’obiettivo è rendere il Masterplan patrimonio condiviso per rigenerare il senso di comunità».


PER APPROFONDIRE: Reggio Calabria punta sul mare, «Ecco che estate sarà»


Malara ha anche evidenziato come numerosi interventi, previsti nel piano, godano già di finanziamenti e siano in fase di concreta realizzazione, a partire da una nuova mobilità sostenibile e da un miglior rapporto con la natura e le risorse.

Romeo: «Riconnettere la città al mare»

L’assessore Carmelo Romeo ha ripercorso il cammino amministrativo e finanziario del Masterplan, spiegando che gli investimenti non riguardano interventi isolati, ma una metodologia sistemica.

Ha citato tra gli interventi già realizzati o in corso il Parco del Vento a Pellaro, il Parco Lineare Sud, il Parco urbano del Tempietto, il Lido Comunale, il Museo del Mare progettato da Zaha Hadid, il Parco urbano a Pentimele, e i progetti su Gallico Marina e Catona.

«Stiamo ricucendo il rapporto della città con il suo mare, sia fisicamente che simbolicamente», ha affermato Romeo, evidenziando la nuova organicità del fronte costiero.

Cresme: Reggio tra proattività e attrattività

Al centro dell’incontro, la presentazione dello studio a cura di Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha inquadrato il Masterplan nel più ampio contesto globale. Bellicini ha offerto una dettagliata analisi dei principali scenari di sviluppo urbano, indicando sei dimensioni strategiche per comprendere il posizionamento di Reggio Calabria: Lavoro, Qualità della vita, Abitare, Progetto di futuro, Metodo, Reputazione.

«Le città competono oggi sulla base di due paradigmi fondamentali: proattività e attrattività. Il Masterplan propone Reggio come città ecosistemica, del benessere e della salute, in grado di affrontare il cambiamento come opportunità», ha spiegato Bellicini.

Falcomatà: «Serve una rivoluzione civile»

A chiudere i lavori, il sindaco Giuseppe Falcomatà, che ha lodato l’approccio adottato dallo studio del Cresme e ha rilanciato la visione di una città pronta al cambiamento.
«Siamo ancora in tempo per correggere la rotta sul piano demografico, e dobbiamo farlo con scelte politiche coraggiose», ha affermato.

Rispondendo ai dati sulla disoccupazione e sulla difficoltà a trovare personale, il sindaco ha sottolineato: «Con numeri simili ci dovrebbe essere una rivoluzione civile. Se non c’è, significa che c’è ancora molto sommerso da far emergere. E serve investire nella formazione qualificata».

Falcomatà ha poi denunciato il divario infrastrutturale tra Nord e Sud: «Mentre al centro-nord si investono miliardi in alta velocità, qui il macrolotto della SS106 non arriva nemmeno in provincia. È inaccettabile».

3,3 miliardi per trasformare Reggio

Il sindaco ha annunciato numeri mai registrati prima in città: 3,3 miliardi di euro per 3.486 progetti, molti dei quali già attivi. A questi si aggiungono 218 milioni del Pnrr per la Città Metropolitana.

Ha poi ricordato l’importanza della partecipazione civica, citando esempi virtuosi come il Parco Primavera a Vico Neforo e il Parco del Rione Marconi, nati da processi condivisi con comitati e associazioni: «Quando un luogo è sentito come proprio, diventa bene comune».



«Il Masterplan – ha concluso – non è un obbligo di legge ma una scelta politica di responsabilità. Uno strumento volontario ma vincolante per affrontare le trasformazioni del nostro tempo. Abbiamo tutte le potenzialità per guardare avanti con fiducia. Tocca a noi decidere se restare fermi o muoverci verso l’unica direzione possibile: lo sviluppo».

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