Messa in sicurezza costa reggina e nodo porto di Saline: l’analisi del sindaco di Motta

Sindaco Giovanni Verduci

La gestione della fascia costiera reggina torna al centro del dibattito istituzionale dopo la consegna dei lavori per la messa in sicurezza del tratto di Pellaro e le recenti ondate di maltempo che hanno colpito l’area ionica. Il sindaco di Motta San Giovanni, Giovanni Verduci, ha sollevato forti perplessità riguardo alla riapertura dell’imboccatura del porto di Saline Joniche, evidenziando come gli interventi puntuali rischino di spostare il problema dell’erosione senza risolvere le criticità strutturali che affliggono il territorio da oltre trent’anni. Attraverso una missiva inviata agli organi competenti, il primo cittadino ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una visione d’insieme che tuteli l’unità fisiografica da Melito Porto Salvo a Villa San Giovanni, citando studi scientifici e sentenze che collegano la presenza dell’infrastruttura portuale ai mutamenti della linea di riva e alla perdita dei sedimenti naturali lungo le spiagge di Lazzaro e Bocale.

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L’appello per una visione d’insieme sulla messa in sicurezza costa reggina

Sono stati da poco consegnati i lavori per la messa in sicurezza della fascia costiera nel tratto di Pellaro. Un inverno non rigido nelle temperature ma di forte maltempo interroga con forza gli amministratori locali e non solo chiamati ad affrontare un’emergenza che si fa sempre più pressante per i territori costieri e non solo. Ne sa qualcosa il sindaco di Motta San Giovanni, Verduci che con la frazione di Lazzaro si è ritrovato ad affrontare il ciclone Harry. Già nei giorni scorsi era intervenuto rivolgendo un appello alla sinergia perché il lavoro di messa in sicurezza tenesse conto degli effetti di interventi su questo o quel territorio in una visione complessiva. Recentemente ha scritto agli organi competenti sulla riapertura dell’imboccatura del porto di Saline. «Non voglio essere il guastafeste» scrive il primo cittadino «ma i tanti sacrifici sopportati dalla mia comunità negli ultimi trent’anni mi impongono di frenare l’immotivato entusiasmo di quanti credono che liberare l’imboccatura del porto di Saline Joniche sia la soluzione di ogni problema piuttosto che la causa, sia una conquista piuttosto che una sconfitta, rappresenti un passo in avanti piuttosto che mille indietro».

Le criticità storiche e l’impatto del porto di Saline Joniche

«Da Melito Porto Salvo a Reggio Calabria – continua il sindaco – passando soprattutto per le località Riace Capo, Lazzaro e Bocale, non c’è tratto di costa che non porti i segni di una scelta, compiuta tanti anni fa, rivelatesi nel tempo scellerata, dettata dalla fretta di dover pacare il malcontento e il disagio sociale con la promessa di uno sviluppo industriale che già allora appariva impossibile. Se oggi, ai più, appare errata la decisione di allora di realizzare una struttura portuale con quelle caratteristiche e in quel luogo, allora è da irresponsabili pensare di realizzare oggi a Saline interventi per mantenere lo stesso stato di fatto senza, contestualmente, mettere in sicurezza l’intera unità fisiografica da Melito Porto Salvo a Villa San Giovanni. E questa non è una considerazione di parte, ma è la conclusione di ogni studio, ogni convegno, ogni ricerca portata avanti negli ultimi trent’anni». Verduci nella sua missiva cita nero su bianco gli interventi in merito del mondo accademico e scientifico, insieme alle sentenze che di fatto indicano «che la presenza del porto ha avuto un peso notevole nelle variazioni della linea della riva e nella distribuzione dei sedimenti, determinando forti erosioni e innescando un nuovo processo erosivo con variazioni degli effetti dei moti ondosi e nella distribuzione dei sedimenti stessi».

Il fenomeno del ripascimento naturale e le richieste alle istituzioni

Ora però «Negati ultimi due anni si è riscontrato l’avanzamento della linea di costa con il naturale ripascimento di alcuni tratti di spiaggia di Saline, Riace e Lazzaro. Questo, insieme alle opere di difesa realizzate, è la conseguenza della chiusura dell’imboccatura del porto e della modifica della morfologia del fondale che ha consentito alle correnti di ripristinare il trasporto dei sedimenti da sud verso nord». Benvenga conclude il sindaco di Motta San Giovanni un’infrastruttura portuale volano di sviluppo per il territorio «ma il prezzo di tutto questo non può essere pagato, ancora una volta, da una comunità, quella di Lazzaro, che sul mare e sul litorale ha investito e continua ad investire». Da qui la richiesta di incontri nelle sedi istituzionali perché se l’intenzione è quella di svuotare il porto di Saline siano immediatamente messi in atto interventi «per la protezione della costa e per il ripascimento naturale da Riace Capo a Bocale».

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