Messaggio di auguri dell’Ordinario Militare per l’Italia

Natale 2016

«Non temere… hai trovato grazia». Così l’angelo si rivolge a Maria, per annunziarle la nascita di Gesù; così si rivolgerà ai pastori, nella notte di Betlemme. Gesù viene tra le nostre paure, perché tante sono le paure dell’uomo del nostro tempo. E io, cari militari, vi penso in questo Natale: forse lontani dai vostri cari e impegnati a difendere i cittadini o i fratelli stranieri, a proteggere le loro paure. Paura del terrorismo, della violenza, delle guerre sempre più diffuse e pervasive. Una paura quasi globalizzata, che ha anche cambiato il volto delle nostre città e che proprio voi siete chiamati a custodire in modo più attento e più evidente. Paura delle calamità naturali, vissuta con particolare forza, in questi ultimi mesi, per la violenza del terremoto nel Centro Italia; quanti volti, soprattutto di bambini, segnati da questa paura, da un inedito senso di instabilità: volti che voi conoscete bene e sapete sostenere. Paura di quanto accade al nostro Paese, dalla sua crisi economica, alla situazione socio-politica, alla disgregazione che lede il senso di appartenenza. Paura della sofferenza, della malattia, della morte: misteri ancora più dolorosi quando non si ricerchi un più ampio orizzonte di vita o non si viva una vera dimensione di condivisione. Una condivisione resa difficile da un’altra grande paura, la paura degli altri: degli stranieri, dei profughi, di tutti coloro che attentano alla comodità del nostro spazio, del tempo, del benessere. Ma anche negli occhi di tanti di questi uomini, donne e bambini salvati dalle onde, riscattati dalla fame, liberati dalla guerra, terrorizzati dal rifiuto, voi leggete tante paure. Ogni paura, se ci pensiamo bene, è paura dell’altro! Eppure, anche gli altri hanno paura. Per certi versi, la paura ci accomuna, accomuna il genere umano. Spesso abbiamo paura di chi, a sua volta, ha paura di noi. Non paura, ma grazia! Questa la novità del Natale: una grazia che trasforma dal di dentro le nostre paure. Grazia perché dono gratuito, allo stesso tempo atteso e inatteso; grazia perché dono di Vita, capace di far nascere vita laddove sembrano non esserci le condizioni, seminando il seme della speranza. «La paura», ha detto qualche giorno fa Papa Francesco, «indica che mi sto allontanando da Dio» (Angelus, 8 dicembre 2016). Per questo, cari amici, Dio si fa vicino, ci viene incontro; per questo Dio nasce, e nasce Bambino: perché possiamo non aver paura di Lui e Lui possa trasformare le nostre paure. Sì. Non paura ma grazia! La grazia racchiusa in ogni nascita umana, così come in ogni fratello straniero, povero, scomodo… in ogni fratello che ci viene incontro, nel quale Dio stesso ci viene incontro, come un Bambino, e porta con sé la grazia che trasforma la paura in seme di speranza, di amore, di pace. A tutti voi, e alle vostre famiglie, buon Natale e buon Anno. Di cuore, vi benedico e vi abbraccio.

+ Santo Marcianò

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