Avvenire di Calabria

Esalazioni da una cisterna: tre marittimi deceduti, due gravissimi

Messina, la tragedia del porto

Redazione Web

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di Domenico Panatelo - È di tre morti e di due feriti il bilancio del gravissimo incidente sul lavoro verificatosi ieri pomeriggio al porto di Messina a bordo di una nave della Caronte & Tourist. Cinque marittimi, che si trovavano all’interno di una cassa nafta del traghetto 'Sansovino', ormeggiato al molo Norimberga, a quanto pare per dei lavori, hanno accusato dei malori e sono precipitati nella cisterna. La causa del malessere sarebbe riconducibile ad alcune esalazioni di gas. A fare uscire dalla cisterna i cinque intossicati sono state quattro squadre dei vigili del fuoco. Trasportati d’urgenza negli ospedali cittadini, tre di loro sono morti poco dopo, mentre gli altri due sono in gravissime condizioni Si tratta di Gaetano D’Ambra, secondo ufficiale di Coperta, originario di Lipari, Christian Micalizzi, primo ufficiale di Messina, e Santo Parisi, operaio di Terrasini. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Federica Renda, sono state affidate ai militari della capitaneria di Porto, che dovranno cercare di fare luce sul tragico incidente. Sulla nave, intanto, si è già recata una squadra di vigili del fuoco del nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) per identificare la sostanza che ha provocato l’incidente. A quanto pare i cinque marittimi non avrebbero dovuto trovarsi all’interno del locale. A sostenerlo è Tiziano Minuti, responsabile del personale della Caronte & Tourist, la società che ha acquisito la proprietà della nave Sansovino dalla Siremar. «Non c’è una ragione per la quale avrebbero dovuto entrarci - dice Minuti -. Questi lavori non prevedono l’ingresso fisico all'interno delle cisterne se non in presenza di apparecchiature e attrezzature adeguate». Per le tre sigle sindacali di categoria Filt-Cgil, Fit- Cisl e Uil trasporti si tratta di «una nuova inaccettabile tragedia sul lavoro ». «Attendiamo di conoscere da parte della magistratura l’esatta dinamica - spiegano-, E chiediamo, per fare luce al più presto, un’inchiesta immediata da parte degli enti di controllo del Ministero dei Trasporti ma intanto rileviamo che altre vite umane si aggiungono alla tragica e fitta schiera delle morti bianche, indegna di un paese civile». «Questo tragico evento a pochi giorni da un altro nel porto di Salerno - denunciano le tre sigle sindacali mette sotto gli occhi di tutti l’urgenza di un immediato intervento legislativo di adeguamento delle norme che disciplinano la sicurezza nei porti e sulle navi». Per Annamaria Furlan, Segretaria Generale della Cisl, quanto accaduto ieri pomeriggio al porto di Messina «è un’altra tragedia sul lavoro assurda, che ci lascia tutti sgomenti. È inaccettabile - ha detto - che anche per attività ordinarie nei porti o in altri luoghi di lavoro si debba mettere a rischio la propriavita. La sicurezza sul lavoro deve diventare una delle priorità da affrontare nel nostro Paese, senza se e senza ma. Governo, istituzioni locali, imprese e sindacati devono trovare insieme soluzioni che rendano impossibili il ripetersi di questi eventi cosi tragici. Nessuna attività lavorativa deve essere svolta senza l’adeguata applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla tutela della salute dei lavoratori ». Cordoglio per il tragico incidente è stato espresso anche dal capo dello Stato Sergio Mattarella. «Prendo parte con commozione al dolore delle famiglie dei quattro lavoratori di Messina e del marmista morto ieri a Carrara. Ribadisco con forza l’esortazione a fare di tutto perché non si ripetano queste gravissime tragedie. Ogni morte sul lavoro è inaccettabile in un Paese come il nostro».

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