«Tua madre doveva abortirti, ti abortiremo noi prete di m…». Sessanta ‘battute’ intrise di odio e stampate su un comune foglio: il destinatario è don Davide Imeneo, sacerdote e giornalista. La missiva, firmata da ‘Riscossa Arcobaleno’, è stata depositata all’interno della buca delle lettere della redazione de L’Avvenire di Calabria, di cui don Imeneo è il direttore. Un messaggio inequivocabile che ha spinto il prete a sporgere immediata denuncia. Lo rivela stamattina il quotidiano cattolico, Avvenire.
Nell’articolo de L’Avvenire di Calabria non vi era nessuna frase discriminatoria verso le persone omosessuali, né sugli organizzatori del Gay Pride reggino. Neanche l’ombra di un giudizio sulla comunità Lgbt. Soltanto richieste di chiarimenti al sindaco sugli impegni politici a favore delle famiglie numerose, dei giovani ‘in fuga’ dalla Calabria e dei loro genitori spesso costretti a emigrare anche loro per l’assenza di un posto di lavoro. Il giorno successivo, gran parte dei giornali locali aveva ripreso la nota senza tradirne il significato autentico. Tutti tranne l’unica testata online nazionale che si è interessata al caso, il portale di riferimento della comunità Lgbt, Gaynews.it, che, oltre a omettere alcune parti dell’articolo, ha voluto attaccare direttamente uno degli autori dello stesso, ossia don Davide Imeneo. Così, quello che voleva essere un approccio dialogico sui problemi di un territorio, è passato al tritacarne dei social network con centinaia di condivisioni e commenti recanti gravi offese personali al sacerdote, reo di aver comunicato un pensiero, nella sua funzione di giornalista e portavoce dell’arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova.
L’apice di questo clima d’odio è stato raggiunto con la missiva di minacce recapitata in redazione. In verità non è la prima volta che L’Avvenire di Calabria e il suo direttore sono destinatari di atti ostili: nel 2017, ben due volte la redazione è stata violata da ignoti e in un caso con l’introduzione degli stessi nei locali del settimanale. In quel periodo, i giornalisti si stavano impegnando su alcuni dossier sui Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria grazie al lavoro dell’assessore (poi defenestrato) Angela Marcianò. All’inizio del 2019, un altro episodio con don Imeneo protagonista: è stato recapitato in redazione, nel giorno del suo compleanno, un messaggio oltraggioso nei suoi confronti. Gli episodi sono stati tutti denunciati. Rispetto all’articolo di lunedì scorso, il sindaco Falcomatà non ha inteso replicare.













