
Bergamotto, il presidente del Consorzio Pizzi: «Tesoro da difendere, Reggio Calabria profuma il mondo»
Il presidente del Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria, Ezio Pizzi, ripercorre i
Il 18 aprile per la Chiesa di Reggio Calabria - Bova non è un giorno qualsiasi. È la data che coincide con il ricordo della nascita al cielo dell’indimenticato arcivescovo monsignor Giovanni Ferro che per ben 27 anni ha guidato - con amorevole dedizione e accompagnato dalla sapienza del Signore - la comunità reggina.
Martedì prossimo alle 18, in occasione del 31esimo anniversario della sua nascita al cielo, sarà concelebrata una Messa in suffragio nella Basilica Cattedrale di Reggio Calabria. A presiederla l'arcivescovo metropolita di Reggio Calabria - Bova, monsignor Fortunato Morrone.
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Appartenente all’Ordine dei Chierici regolari di Somasca, monsignor Ferro ha guidato la diocesi reggina dal 1950 al 1977. Già quando era ancora in vita i fedeli lo chiamavano «il vescovo santo».
Per 27 anni - ricorda il vicepostulatore della causa di beatificazione, monsignor Umberto Giovanni Latella - «ha percorso le nostre strade, angelo di consolazione, in mezzo ai suoi figli tragicamente provati da luttuosi eventi, è entrato negli ambienti della solitudine e dell’abbandono morale e sociale, tra i sofferenti degli ospedali, del lebbrosario, tra i carcerati: ovunque profeta di Dio che parlò, soffrì e comprese il cuore del suo popolo che ha catechizzato con passione pastorale».
Lo stesso monsignor Latella, con commossa gratitudine, ha recentemente condiviso su Avvenire di Calabria il ricordo del giorno in cui l’amato vescovo si affidò alle braccia del Padre.
«La notizia del decesso del Venerabile Servo di Dio - racconta - attraversò città e diocesi». Ci fu uno «spontaneo pellegrinaggio» verso il Seminario arcivescovile da parte di «sacerdoti, seminaristi, e tanti fedeli, giovani soprattutto, raccoltisi spontaneamente nella Cappella maggiore del Pio XI, per adempiere, secondo il proprio ruolo, il ministero della lode e della preghiera di suffragio».
Questa la promessa che monsignor Ferro ha voluto condividere nel suo testamento spirituale: «Vi ho amati tutti e continuo ad amarvi senza esclusione alcuna. Ringrazio tutti della grande bontà che,
PER APPROFONDIRE: Il lascito d’amore di monsignor Giovanni Ferro
come figli dilettissimi, avete avuto per me, indegno Pastore della Chiesa reggina e bovese. Vi attendo tutti in Paradiso». Una paterna rassicurazione - ancora Latella - che continua a consolidare la nostra comunione con il carisma di santità che traspariva dalla sua persona.
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