Avvenire di Calabria

Mimmo Nisticò rappresenta anche la memoria storica dell’Avis reggina. Con lui non possiamo non parlare di Paolo Marcianò, storico dirigente dell’Avis, prematuramente scomparso nel 2020

Nisticò (Avis): «Paolo Marcianò? Se siamo qui è grazie a lui»

Federico Minniti

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L'emergenza coronavirus ha “spento” tutte le altre emergenze sanitarie dei territori. Tra queste non si sente più parlare (e non si capisce se a torto o ragione) dell’emergenza-sangue che ciclicamente coinvolgeva il nosocomio di Reggio Calabria. A Mimmo Nisticò, storico dirigente dell’Avis reggina e attuale consigliere nazionale dell’associazione, abbiamo chiesto se è davvero così, se l’emergenza-sangue è finita: «In realtà no. Reggio Calabria non è ancora autosufficiente, seppure in questa fase ci sia un buon numero di donatori. D’altro canto dobbiamo registrare come la Città metropolitana sia “salvata” dai numeri della Calabria che invece ha raggiunto l’autosufficienza».

Mimmo Nisticò rappresenta anche la memoria storica dell’Avis reggina. Con lui non possiamo non parlare di Paolo Marcianò, storico dirigente dell’Avis, prematuramente scomparso nel 2020. «Con Paolo se ne va un pezzo importante del volontariato calabrese. Era una persona laboriosa, disponibile, attenta».

Nonostante abbia la mascherina fedelmente griffata Avis Nisticò non riesce a nascondere la sua commozione: «Se oggi sono qui, probabilmente lo devo proprio a Paolo Marcianò che mi ha sempre incoraggiato e spronato di andare avanti» spiega Nisticò che conclude: «Chiaramente siamo affranti per la sua dipartita, troppo precoce, però dobbiamo continuare a lavorare. A farlo per lui, per come è stato capace di essere uomo dell’Avis, ma più in generale riferimento per il mondo del volontariato reggino, calabrese e del Mezzogiorno».

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