Ai Overview: L’intelligenza artificiale compie un passo significativo verso l’interazione diretta con le strumentazioni di lavoro fisiche grazie alla recente sperimentazione del Model Hardware Standard promossa da Anthropic. Questo protocollo ha l’obiettivo di uniformare la comunicazione tra i software autonomi e le apparecchiature meccaniche, dai microscopi ai bracci robotici, riducendo i tempi tecnici e i costi di programmazione attraverso l’uso di semplici istruzioni testuali. I primi collaudi, eseguiti su macchinari di alta precisione come i computer quantistici, registrano un netto miglioramento dell’efficienza dei processi, pur rendendo sempre necessaria e imprescindibile la supervisione umana. Parallelamente, le applicazioni dell’Ai mostrano risultati concreti anche in ambito medico, come confermano i recenti interventi neurochirurgici assistiti portati a termine nel Regno Unito. Questa rapida evoluzione tecnologica, tuttavia, solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza informatica delle infrastrutture critiche civili e sanitarie, tema che ha spinto le principali aziende del settore a firmare un appello congiunto per chiedere difese più solide.
Il nuovo Model Hardware Standard di Anthropic
Il 27 agosto Anthropic ha avviato una nuova fase sperimentale del Model Hardware Standard, ossia la skill che permette agli agenti autonomi di intelligenza artificiale, di identificare uno strumento fisico e di assumerne il controllo, pensiamo per esempio ai microscopi, ai bracci robotici, alle centrifughe e alle miriadi di dispositivi che si utilizzano in una fabbrica o in un’azienda. In ogni laboratorio del mondo, però, ogni macchina “parla la lingua” di chi l’ha fabbricata, e per farle dialogare tra loro a volte serve un lavoro fatto su misura che spesso ha un costo elevato e richiede anche tempo e manutenzione. Con il nuovo standard introdotto da Anthropic, almeno stando a quanto auspicato dall’azienda, il tempo scende a poche ore perché il titolare dell’azienda (o chi per lui) potrà descrivere l’apparecchio all’Ai utilizzando le parole, e da quella descrizione ne scaturisce la scheda che l’agente legge per capire cosa può fare e quali limiti deve rispettare, per esempio il peso massimo che può essere sollevato da un braccio meccanico.
I primi test sui computer quantistici
I primi risultati di riferimento sono arrivati dai laboratori che hanno collaborato con la ricerca di Anthropic: alla QuEra, che costruisce computer quantistici, un agente di intelligenza artificiale ha riscritto in una sola notte l’iter che riallinea tutti i laser alla frequenza esatta: prima riusciva nel 58% dei casi in 150 secondi, adesso svolge il proprio lavoro nel 99,3% in pochi secondi. Anthropic stessa, però, avvisa che il modello conosce il mondo fisico soltanto attraverso testi e immagini; quindi, intuisce quale possa essere l’utilizzo corretto e richiede sempre occhi esperti accanto.
L’intelligenza artificiale in sala operatoria
Sulla stessa lunghezza d’onda segnaliamo che al National Hospital for Neurology and Neurosurgery i chirurghi hanno rimosso un tumore di 11 millimetri dall’ipofisi di Rhys Hibbert, 48 anni, con un sistema sviluppato all’University College London basato sull’intelligenza artificiale. Come funziona? Il sistema analizza in tempo reale il video dell’operazione e colora sullo schermo arterie e nervi ottici da evitare. Così il paziente, che rischiava la cecità, ha ripreso a camminare senza bastoni.
L’appello delle Big Tech sulla sicurezza informatica
Intanto oltre cento aziende, tra cui OpenAI, Anthropic e Google, hanno firmato una lettera aperta sul tema degli attacchi informatici realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale anche contro ospedali e acquedotti: «La finestra di tempo per rafforzare le difese informatiche è limitata», hanno avvertito le Big Tech.













