Ai Overview: Anthropic, l’azienda sviluppatrice dell’intelligenza artificiale Claude, ha annunciato la creazione dell’Anthropic Public Benefit Fund, un fondo destinato a sostenere iniziative di interesse pubblico al quale sarà destinato il 5% delle azioni della società, per un controvalore stimato di circa 48 miliardi di dollari. Le risorse saranno impiegate per finanziare organizzazioni non profit e per trasferimenti diretti di denaro alla popolazione, con l’esclusione esplicita di campagne politiche e attività di lobby. L’operazione si inserisce in un contesto aziendale che vede già 200 milioni di dollari stanziati per lo studio dell’impatto dell’IA sul lavoro. Proprio sul fronte occupazionale, un’analisi interna di Anthropic rileva un calo delle assunzioni di figure tecniche senza esperienza (dal 27% al 9%) e un aumento delle mansioni delegate agli agenti autonomi. L’articolo offre anche una panoramica su altri temi legati al settore: il possibile furto di credenziali segnalato da OpenCode, il lancio del generatore di immagini Krea 3, gli aggiornamenti di DeepSeek, gli accordi economici di Google con oltre 400 testate giornalistiche e il dibattito sulla redistribuzione della ricchezza tecnologica, che richiama i principi della dottrina sociale della Chiesa sulla destinazione universale dei beni.
La creazione dell’Anthropic Public Benefit Fund
Anthropic, la società americana che ha sviluppato l’assistente Claude, ha annunciato domenica la creazione dell’Anthropic Public Benefit Fund, un fondo destinato a finanziare iniziative di interesse pubblico: il fondo sarà interamente controllato dall’azienda e, se gli azionisti approveranno l’operazione, riceverà il 5% delle sue azioni. Di che dimensioni parliamo? Ai valori di maggio la quota corrisponderebbe a circa 48 miliardi di dollari, poi il consiglio di amministrazione potrà inoltre assegnare al fondo un ulteriore 2% delle azioni ogni volta che il valore della società aumenterà del 50% oltre una determinata soglia prestabilita. Le risorse potranno essere utilizzate per sostenere organizzazioni senza scopo di lucro o per trasferimenti diretti di denaro a determinate fasce della popolazione, però sono esclusi i finanziamenti a campagne politiche e alle cosiddette lobby che esercitano pressione sui governi per ottenere legislazioni favorevoli. Tra le priorità indicate da Anthropic c’è l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, un tema sul quale la società ha già stanziato 200 milioni di dollari per attività di ricerca: considerando il nuovo fondo, l’impegno dei sette fondatori a donare l’80% delle proprie azioni e le donazioni sostenute dall’azienda insieme ai dipendenti, circa il 20% di Anthropic risulterebbe destinato a iniziative di interesse pubblico. Al momento, però, sappiamo poco, perché le regole di funzionamento del fondo saranno rese note nei prossimi mesi.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione
A proposito di occupazione, venerdì Anthropic ha pubblicato uno studio dedicato all’impiego dell’intelligenza artificiale al proprio interno: nei reparti tecnici, la quota di giovani senza esperienza tra i nuovi assunti è scesa dal 27% al 9%. Ad agosto gli agenti di IA, sistemi in grado di svolgere autonomamente una serie di compiti, hanno accumulato un numero di ore di lavoro sei volte superiore a quello dei dipendenti incaricati di supervisionarli, ma quando è necessario l’intervento di una persona trascorrono circa l’80% del tempo in attesa di indicazioni. Così Anthropic ha sviluppato un sistema per individuare le posizioni più esposte all’automazione e favorire il passaggio dei dipendenti ad altre mansioni, anche se la società ha riconosciuto che queste misure non risolvono il problema di chi non viene assunto perché alcune attività sono già affidate all’IA.
Sicurezza informatica e protezione dei modelli digitali
Sul fronte della sicurezza informatica, OpenCode, uno strumento per la programmazione assistita dall’intelligenza artificiale, ha segnalato un possibile furto delle chiavi digitali utilizzate da alcuni utenti per accedere ai servizi di OpenAI e Anthropic: l’attacco potrebbe rientrare in un’operazione più ampia finalizzata a copiare i modelli di intelligenza artificiale.
Le novità tecnologiche: generazione di immagini e ricerca
Tra le novità tecnologiche, segnaliamo che Krea ha presentato Krea 3, un sistema per la modifica delle immagini che, secondo l’azienda, è quattro volte più veloce di Nano Banana Pro di Google. Il costo dichiarato è di 6 centesimi di dollaro per immagine, contro i 13,5 del concorrente rilasciato da Big G. Inoltre, il laboratorio cinese DeepSeek ha aggiornato il modello V4.1-Flash, con l’obiettivo di fornire risposte più rapide e concise, e ha reso disponibili agli sviluppatori gli strumenti impiegati per le ricerche sul web. Infine, Odyssey ha collegato la simulazione del cervello di un moscerino della frutta a un ambiente virtuale generato dall’IA, ottenendo un insetto digitale capace di volare autonomamente all’interno della simulazione.
Gli accordi tra piattaforme tech ed editoria
Per quanto concerne il settore dell’informazione, segnaliamo che Google ha superato i 400 accordi a pagamento con testate giornalistiche per l’utilizzo dei loro contenuti nei servizi di intelligenza artificiale. Tra i nuovi partner figurano CNN e Financial Times.
La redistribuzione della ricchezza e la dottrina sociale
Tornando ad Anthropic, l’effettiva portata del Fondo “di pubblico beneficio” dipenderà dalle modalità di gestione e dalla distribuzione delle risorse, certamente l’iniziativa introduce il tema della redistribuzione della ricchezza prodotta da queste tecnologie all’iterno del dibattito sull’economia dell’intelligenza artificiale, distribuzione che potrebbe essere destinata a favore anche di chi ne subisce le conseguenze sul lavoro. Una questione che richiama il principio della destinazione universale dei beni, centrale nella dottrina sociale della Chiesa.













