Novità dal mondo Ai, dal 2028 l’intelligenza artificiale avrà una nuova casa in orbita

Data center nello spazio

Ai Overview: Il progetto congiunto di SpaceX e Nvidia mira a trasferire parte dell’infrastruttura di calcolo nello spazio, adattando i rack Vera Rubin NVL72 per resistere alle radiazioni e operare nel vuoto. Questa soluzione tecnologica tenta di aggirare il crescente consumo di suolo e risorse idriche generato dai data center terrestri, pur dovendo affrontare costi operativi attualmente stimati a quattro volte quelli tradizionali. Parallelamente, nel settore dell’informazione, Thomson Reuters ha investito circa 40 milioni di dollari per sviluppare un modello di intelligenza artificiale proprietario basato su decenni di archivi legali. Sul fronte della sicurezza informatica, invece, un rapporto evidenzia il raddoppio degli attacchi da parte di hacker che sfruttano modelli open source come DeepSeek, scelti per i costi ridotti e per i filtri di sicurezza meno stringenti rispetto ai software occidentali.

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Il progetto di SpaceX e Nvidia per le infrastrutture orbitali

«L’idea di mettere data center nello spazio è ridicola». Sono passati appena sei mesi da febbraio scorso, esattamente da quando Sam Altam, aveva fatto questa affermazione davanti alla stampa indiana, esprimendo una condivisibile perplessità: come si ripara un chip guasto in orbita? Ma se Sam Altam ride, Elon Musk agisce, perché SpaceX e Nvidia hanno progettato insieme una versione per lo spazio del Vera Rubin NVL72, l’armadio di calcolo (rack) che Nvidia produce per i datacenter terrestri. Il primo satellite della costellazione Starmind potrebbe essere lanciato nell’ultimo trimestre del 2027, ma l’anno della nuova costellazione sarà il 2028. Il progetto prevede che ogni rack ospiti 72 chip capaci di lavorare come un computer solo, e Nvidia sostiene che ciascuno di questi processori arriva a 25 volte la potenza dell’H100, il chip della generazione che lo ha preceduto…ma la versione spaziale, assicura Musk, è «più semplice, meno costosa, più densa e più leggera» di quella terrestre, completamente riprogettata per resistere alle radiazioni e per smaltire il calore, che nel vuoto è possibile propagare solo per irraggiamento. C’è, però, qualche problema di costi, perché gli analisti stimano che calcolare in orbita costi oltre quattro volte più che calcolare a terra; quindi, la corsa verso l’alto nasce anche dal basso, perché negli Stati Uniti i nuovi impianti consumano suolo e acqua necessari per l’agricoltura e per la vita del pianeta, mentre lo spazio, almeno per ora, non ha vicini di casa.

Gli investimenti di Thomson Reuters nell’intelligenza artificiale proprietaria

Segnaliamo anche che Thomson Reuters, il gruppo che possiede la banca dati giuridica Westlaw e l’agenzia Reuters, ha presentato il primo modello di intelligenza artificiale fatto in casa. Il software è costruito su Qwen, il modello open source della azienda cinese Alibaba, ed è stato riaddestrato con decenni di archivi legali. Quanto è costato questo addestramento? Due anni di lavoro e circa 40 milioni di dollari, si pensi che solo l’ultimo ciclo di addestramento è costato attorno ai 450mila dollari. Il responsabile tecnologico della Thomson Reuters, Joel Hron, ha spiegato questa scelta utilizzando la similitudine dell’affitto: chi noleggia l’intelligenza artificiale di altri non accumula «un capitale che si trasforma in valore».

La sicurezza informatica e le vulnerabilità dei modelli open source

Intanto da Taiwan arriva una nota amara, perché la società di ricerca TeamT5, citata perfino da Bloomberg, ha scoperto che gli hacker legati a Pechino hanno più che raddoppiato gli attacchi da quando fanno uso di modelli aperti come DeepSeek per effettuare le operazioni di routine, compresa, ovviamente, la scrittura di software malevolo: «DeepSeek è l’intelligenza artificiale preferita dagli hacker cinesi», ha detto il capo analista Charles Li, che indica nel costo contenuto e nella facilità di aggirare le protezioni le due ragioni principali di questa scelta; chiaramente anche i modelli occidentali sarebbero utili per questo scopo, però i loro filtri richiedono molto più lavoro e molta più fatica per essere aggirati. Almeno per ora.

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